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Alta quota

L’Everest fa troppa paura: anche Killian Jornet rinuncia, ma dopo un bel tentativo

Mentre la stagione primaverile all’Everest è stata quella con più alpinisti in vetta nella storia della montagna, quella autunnale si è chiusa con un nulla di fatto. Il Tetto del Mondo è rimasto inaccessibile: troppo pericoloso il seracco che incombeva sull’Icefall e troppo il rischio di valanghe superato l’ostacolo.

E così, anche Kilian Jornet è stato costretto a chiudere la spedizione, ma senza rinunciare ad un tentativo molto interessante.

Il catalano ha raggiunto gli 8300 metri, quota più alta della stagione, aprendo una variante della via polacca del 1980. Jornet è salito da solo, senza ossigeno supplementare e in stile alpino, prima di essere costretto a tornare indietro a causa delle condizioni della montagna e del rischio valanghe.

Per essere il più leggero possibile, Kilian aveva posizionato il campo base non sotto la montagna, ma a Gorak Shep, ultimo villaggio a due ore dal CB. Una scelta che gli ha consentito di portare meno attrezzatura e di condividere l’esperienza con la compagna, Emilie Forsberg e la figlia, la piccola Maj, di sette mesi.

Anche senza la vetta, l’esperienza di una spedizione molto leggera, fatta da solo sulla montagna e utile per testare interessanti possibilità, è stata appagante” ha scritto Jornet, che sembra oramai lanciato verso l’alpinismo di livello.

 

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