Alta quota

La Cina cede: Nirmal Purja ottiene il permesso per lo Shisha Pangma

Nirmal Purja sembra ce l’abbia fatta a mettere a segno quello che probabilmente è stato l’ostacolo più grande del suo “Project Possible”: l’ottenimento del permesso di scalata dello Shisha Pangma, l’ultimo 8000 per concludere la sua corsa.

Il più piccolo Ottomila era infatti chiuso dopo che la Cina ha reputato che la montagna fosse diventata troppo pericolosa a seguito di una serie di incidenti, anche mortali, nella stagione 2018. Inoltre, il Tibet è off limits per gli stranieri dal 1° ottobre a causa del timore di proteste legate alle celebrazioni per i 70 anni della Repubblica Popolare Cinese.

Secondo quanto riferito dall’Himalayan Times, che cita il manager della Climbalaya Treks Dawa Sherpa, la China and Tibet Mountaineering Association ha inviato un messaggio all’agenzia in cui viene affermato che Nirmal e la sua squadra avrebbero ottenuto su richiesta del governo nepalese un permesso speciale di scalata. La procedura di rilascio sarà avviata dall’ambasciata cinese a Kathmandu non appena riaprirà dopo la festa nazionale, ossia l’8 ottobre. Ricordiamo che il tempo massimo per Nirmal per arrivare in cima allo Shisha Pangma è il 23 novembre.

Dopo settimane di silenzio, la situazione pare essersi finalmente sbloccata, proprio quando l’alpinista nepalese aveva lanciato l’ipotesi di un piano B: in caso di rifiuto della Cina avrebbe scalato il Gyachung Kang, che con i suoi 7952 metri è la quindicesima montagna più alta della Terra.

Tutto è bene quel che finisce bene ci verrebbe da scrivere, sebbene, trattandosi della Cina, non tireremo un sospiro di sollievo finché non vedremo il permesso in mano a Nirmal.

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