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Alta quota

Pakistan, incidente sul Koyo Zom per la spedizione del Piolet d’Or Tom Livingstone

tom livingstone, pakistanTom Livingstone, Will Sim, John Crook, Alastair Swinton e Uisdean Hawthorn al loro arrivo a Islamabad – Foto FB @Tom Livingstone Climber

Lo scorso weekend l’alpinista britannico Tom Livingstone, impegnato con altri 4 compagni nella salita del Koyo Zom peak (6.872 m), la vetta più elevata della catena montuosa dell’Hindu Raj in Pakistan, è stato protagonista di un incidente a quota 5.900 m circa. 

Mentre il gruppo era in fase di discesa dalla vetta, l’alpinista britannico Alastair Swinton è caduto per circa 30 metri in un crepaccio riportando delle ferite alla testa. L’alpinista è stato soccorso nell’immediato da Livingstone, a cui era legato in cordata, che è riuscito a tirarlo fuori.

Il team, composto da Livingstone – Piolet d’Or 2019 per la  prima salita della nord del Latok I (7.145 m) realizzata nell’agosto del 2018 con Aleš Česen e Luka Stražar – Swinton, Will Sim, John Crook, Uisdean Hawthorn e la guida locale Imran ha lanciato immediatamente l’allarme, richiedendo l’intervento dell’aviazione pakistana tramite la propria agenzia pakistana.

L’operazione di soccorso

L’agenzia ha però comunicato all’Askari una quota errata, segnalando che la squadra fosse a 3.500 m, ovvero al campo base. Due elicotteri hanno sorvolato la montagna notando il gruppo a 5.900 m, una quota decisamente più complessa per un atterraggio rispetto al CB. Non disponendo di piloti con competenza adeguata, i mezzi sono tornati indietro.

Per potersi portare a quote quali 5.900 m, gli elicotteri dello devono essere quanto più leggeri, pertanto trasportano un minimo di carburante. Si è così deciso di creare un punto di approvvigionamento del carburante all’imbocco della Yasin Valley, a Hundur. Per trasportare in loco il carburante sono state necessarie 5 ore di viaggio dei camion, pertanto il recupero è stato rimandato a lunedì mattina.

Il recupero lunedì mattina

Due elicotteri si sono alzati così in volo da Skardu lunedì. Arrivati a Hundur hanno effettuato un rifornimento minimo di carburante e sono saliti a quota 5.900 m. Gli alpinisti sono stati localizzati nei pressi di una cresta. Ben sette i tentativi di atterraggio messi in atto dagli abili piloti, a causa dei forti venti e della presenza di numerosi crepacci. A Livingstone e Swinton è stato richiesto di spostarsi di 100 metri, per allontanarsi dalla cresta, in un punto più idoneo a far atterrare il mezzo. Purtroppo in tutto ciò il carburante ha iniziato a scarseggiare e gli elicotteri sono stati costretti ad un rientro a Hundur.

Una volta riforniti sono tornati nel punto indicato per l’atterraggio, trovando con grande fortuna anche condizioni migliori di vento. Alastair è stato evacuato per primo e portato a Hundur. Al terzo giro è stato recuperato anche Tom. I due alpinisti sono stati poi portati all’ospedale di Gilgit dove Swinton è stato visitato. Le sue condizioni sono apparse stabili.

In totale le operazioni di recupero sono durate sei ore. 

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