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Gasherbrum II: ecco la nuova via di Denis Urubko. “Luna di miele, solo per noi due”

“Diciotto anni fa ero ai piedi del Gasherbrum II – scrive Denis Urubko sul suo blog – l’immaginazione ha funzionato e ho visto una possibile linea sulla sinistra rispetto al classico percorso. Era il 2001, la prima volta in cui Denis avrebbe raggiunto la vetta della tredicesima montagna del Pianeta impiegando, dal campo base alla vetta, un tempo di 7 ore e 30 minuti. Era il suo quarto Ottomila e, in quel momento, l’ambizione dell’alpinista era il raggiungimento di tutte e quattordici le vette oltre gli 8mila metri. Così, com’è normale che accada, l’idea di una nuova via è passata in secondo piano.

Dieci anni dopo sarebbe tornato sotto quella stessa montagna, insieme ai compagni Simone Moro e Cory Richards, per realizzarne la prima salita invernale. Toccarono la vetta il 2 febbraio 2011. Un’impresa storica che avrebbe potuto accontentare molti alpinisti, ma non Denis che, come ci ha confidato più volte ama l’Himalaya e le sue cime andando continuamente alla ricerca di nuovi obiettivi. “Sono interessato a fare ascensioni in velocità, a cercare nuove linee di salita. Ho tanti progetti” ci raccontava in un’intervista di qualche tempo fa (Puoi leggerla QUI). Su quelle montagne ne aveva già aperte in passato di vie, dimostrando di essere un vero fuoriclasse, come nel 2005 sul Broad Peak dove con Serguey Samoilov ha aperto in stile alpino un nuovo percorso sulla parete sud-ovest. Oppure l’anno dopo sul Manaslu dove, sempre con lo stesso compagno, ha tracciato una nuova linea sulla parete nord-est; e ancora nel 2009 sul Cho Oyu con Boris Dedeshko dove, sempre in stile alpino, ha aperto una via sulla parete sud-est. Ascensione che gli è valsa un Piolet d’Or. Eppure il circo degli Ottomila, come li ha definiti, continua a entusiasmarlo tuttora, e entusiasma anche noi ogni volta in cui ci regala questo tipo di realizzazioni dal sapore d’altri tempi.

La nuova via sul Gasherbrum II

“Dopo aver conosciuto Maria Cardell mi è tornata in mente l’idea della nuova via” scrive ancora sul blog. Riflettendoci “ho anche pensato che nessuna donna ha mai aperto una via in stile alpino su una montagna di ottomila metri. Una bella idea per una grande scalata di coppia, purtroppo però una caduta durante il trekking di avvicinamento al GII ha compromesso la salute e la mobilità di Maria portando Denis a scegliere per una salita solitaria. “Dopo aver riflettuto ho preso l’unica decisione giusta: andare da solo”. In quel momento tanti pensieri sono passati nella testa dell’alpinista poi la concentrazione della salita l’ha portato fin sulla vetta. Una scalata no stop “vertiginosa, su roccia e ghiaccio”. Partito il 31 luglio alle 23.00 da campo 1 Denis ha raggiunto la vetta la sera del primo agosto alle 20.40 percorrendo quella che ha chiamato honey moon. “Questo è potere! Ho urlato nell’oscurità, dove si nascondeva il mondo intero. L’intero pianeta è scomparso, anche le stelle sono scomparse. C’era solo il miraggio del familiare percorso classico lungo il quale sono rientrato”. Dopo la vetta Denis ha trascorso una lunga notte in quota, attendendo l’alba, prima di poter continuare la discesa verso valle. “Dopo un lungo e piacevole viaggio con mia moglie la nuova linea sul Gasherbrum II non poteva chiamarsi diversamente. Luna di miele, solo per noi due”. Era il loro sogno e Denis l’ha realizzato.

Il tracciato, visibile nelle foto in gallery, passa di molto a sinistra della via normale. Sale subito dritta fino al seracco, che aggira a sinistra per poi riprendere a puntare dritta verso la vetta.

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