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Dove è finito il fuggitivo orso M49 – Papillon?

Dopo il clamore delle scorse settimane, la fuga dell’orso M49 è passata in sordina e risulta spontanteo domandarsi dove sia finito. Il plantigrado, fuggito lo scorso 15 luglio da un recinto elettrificato del Centro Faunistico del Casteller a sud di Trento, sarebbe ancora sulla Marzola, il monte che separa la valle dell’Adige dalla Valsugana. Non risulta essersi dunque allontanato dai pendii a sud della città, laddove era stato avvistato all’indomani della sua scomparsa dal Casteller.

Una fuga tenace che ha portato il Ministro Sergio Costa a ribattezzarlo Papillon, come il galeotto interpretato da Steve McQueen nel film che racconta la vita di Herni Cherriere, il francese innocente detenuto in un carcere della Guyana Francese, protagonista di innumerevoli tentativi di fuga.

Gli ultimi avvistamenti di M49 – Papillon

Nei giorni scorsi M49 – Papillon sarebbe stato avvistato due volte.

Nella notte del 2 agosto, verso le 23:30 una ragazza lo avrebbe visto dalla sua auto, nella zona di Mattarello (TN). Ancora sulla Marzola quindi, ma sul versante della città di Trento. Stando alle dichiarazioni della Provincia, l’orso “sta tentando di attraversare la valle dell’Adige”, in direzione della città. La testimonianza della ragazza è stata ascoltata e validata dal personale del Servizio Foreste e Fauna.

Il giorno successivo, il 3 agosto, due escursionisti si sarebbero imbattuti nel fuggitivo verso mezzogiorno, nei boschi della Marzola.

La prova delle orme

Oltre alle testimonianze, a confermare la presenza di M49 – Papillon a sud di Trento sono state rinvenute delle impronte non troppo lontano dal Casteller. Analizzando al contempo orme e testimonianze, gli esperti hanno concluso che l’orso abbia ripercorso in sostanza la strada della fuga a ritroso, desistendo dal tentativo di attraversare la valle perché scoraggiato dalla presenza di centri abitati, come Mattarello, strade o altro genere di ostacoli. I forestali proseguono intano le loro ricerche h24.

Carabina solo se necessario

Ricordiamo che, dopo un iniziale ordine di sparare a vista a seguito della fuga, la Provincia Autonoma di Trento ha effettuato un passo indietro. Obiettivo delle squadre forestali è catturare l’orso e portarlo in una struttura sicura, possibilmente più del Casteller.

L’utilizzo della carabina, come chiarito dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, resta autorizzato solo in caso di assalto dell’orso a una malga o una abitazione, casi in cui l’animale rappresenterebbe un pericolo per gli esseri umani.

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