Cronaca

K3: un fulmine dentro al rifugio. Nico Valsesia: una cosa mai vista

Weekend di tempesta sulle Alpi. Tanta pioggia e forte vento, ma soprattutto fulmini che sono caduti lungo tutto l’arco alpino creando scompiglio e annullando molti degli eventi programmati. Dall’Alto Adige, dove una saetta è stata fatale per una norvegese di 45 anni impegnata nella Suedtirol Ultra Skyrace, al Piemonte, dove fortunatamente le conseguenze sono state molto più blande. Merito soprattutto dell’organizzazione che ha prontamente interrotto la gara facendo scendere immediatamente tutti gli atleti, ed evitando così conseguenze peggiori.

Stiamo parlando di quanto accaduto sabato durante la BEI K3, skyrace che da sei anni si tiene in Val di Susa e che vede i corridori affrontarsi lungo i 3038 metri di dislivello che portano in vetta al Rocciamelone.

Un fulmine dentro al rifugio

“Eravamo informati dell’allerta meteo a partire dalle 13” racconta Nico Valsesia, tra gli organizzatori dell’evento. “Alle 10.30 eravamo però già decisi a chiudere e far rientrare tutti poi, uno spiraglio di sole ci ha convinti a tenere i cancelli originali”. La situazione di calma dura però poco, “in appena 10 minuti il cielo si è completamente chiuso così, in tempo zero, in accordo con Guardia di Finanza e tecnici del soccorso abbiamo interrotto la gara e tutti sono rientrati verso il rifugio Ca’ d’Asti. Alle 12 tutti (atleti, pubblico, responsabili di gara) si trovavano in sicurezza all’interno della struttura. Circa 150 persone ammassate nelle stanze del rifugio, in sicurezza. “Quello che è successo è stato impressionante, mai vista una cosa del genere” spiega Valsesia. “Eravamo nella stanza di ingresso al rifugio, con porte e finestre chiuse, quando un fulmine è entrato dentro colpendo un ragazzo spagnolo e uno dei volontari che si occupava del ristoro”. Lo skyrunner, come molti altri, aveva terminato la sua gara in vetta e “con calma e in sicurezza era poi sceso al rifugio”. Probabilmente il fulmine è entrato dentro attraverso la parte in ferro della struttura ed è arrivato fino al giovane che si trovava in piedi su una griglia metallica. “Ero lì a due metri, è stato impressionante: ho visto una fiammata blu seguita da un forte scoppio, simile al rumore di un petardo. In contemporanea il ragazzo ha urlato ed è caduto per terra. La folgore ha colpito lui e anche il giovane a fianco, gli ha preso la gamba, squarciandogli la scarpa. Subito dopo tutti si sono spostati nella sala ristorante e “abbiamo gettato i bastoncini”. Hanno fatto giusto in tempo per evitare un secondo fulmine, che questa volta non ha preso nessuno, ma ha centrato un paio di bacchette”.

 

Situazione medica ok

Quando la situazione si è rasserenata l’atleta spagnolo è stato prelevato dall’elicottero dell’organizzazione e trasportato al più vicino ospedale per alcuni accertamenti. “L’abbiamo seguito fino al pronto soccorso, dove poi hanno stabilito che la situazione clinica non presentava problemi e il ragazzo ha potuto concludere la giornata al bar con i suoi amici e una birra fredda. Anche il volontario è stato visitato, “stava benissimo”. Ci ha solo rimesso un paio di scarpe.

 

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5 Commenti

  1. “…una saetta è stata fatale per una norvegese di 45 anni impegnata nella Suedtirol Ultra Skyrace al Piemonte, dove fortunatamente le conseguenze sono state molto più blande. ” ma è stata fatale o no?

  2. “…dall’Alto Adige, dove una saetta (….) al Piemonte …”
    Manca solo una virgola, probabilmente saltata per il collegamento ipertestuale

  3. Fortunatamente é andata bene. In montagna il fulmine è molto pericoloso. Le bacchette fuse erano in fibra di carbonio ?

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