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Alpinismo, Primo Piano

Nanga Parbat, una stagione estiva interessante

alpinismo, nanga parbat,Il team russo-italiano sulla Kinshofer. Foto @ Vitaly Lazo

Siamo stati abituati a parlare negli ultimi anni di Nanga Parbat principalmente nella stagione fredda. Questa estate ci sono però alcuni progetti interessanti da seguire.

Iniziamo Cala Cimenti, che avevamo lasciato qualche giorno fa in discesa verso il campo base a causa del maltempo dopo aver trascorso una notte al C1, 4700m. Tornato il bel tempo, Cimenti, con i compagni di cordata Vitaly Lazo e Anton Pugovkin, è andato direttamente a campo 2, 6050m, senza passare dal primo campo, dove la tenda lasciata durante la prima rotazione è stata travolta da una valanga. L’acclimatamento prosegue, l’umore sembra ottimo e la squadra funzionare, sebbene i russi si lamentino sui propri social del disordine in tenda di Cala.

Non ci sono aggiornamenti dall’altro team che proverà a scendere con gli sci il Nanga Parbat: i francesi Tiphaine Duperier e Boris Langenstein. Arrivati oramai da una settimana, i due sciatori sono avvantaggiati rispetto alla squadra russa-italiana perché già acclimatati: a inizio giugno hanno infatti realizzato quella che potrebbe essere la prima discesa dello Spantik, 7027 m.

Da quanto trapelato da Cimenti, la linea individuata dai due team sarebbe la medesima. Speriamo che quest’anno non si ripeta il copione dell’anno scorso al Laila Peak con i francesi che soffiarono la prima al piemontese. Il Nanga è già stato sciato da Hans Kammerlander e Diego Wellig nel 1990 partendo però da 100m sotto la vetta e Luis Stitzinger nel 2008 da 7850m lungo una via parallela a quella di Messner del 1978.

Novità al campo base è invece la presenta di Sergi Mingote, che, atteso ai Gasherbrum, farà prima stop al Nanga Parbat. A convincerlo del cambio di piani Ali Sadpara, presente sulla montagna dove ha realizzato la prima invernale con Alex Txikon e Simone Moro, come guida. I due avevano già condiviso la salita del Lhotse questa primavera (Ali con l’ossigeno supplementare, Sergi senza). “Con Ali ho un’ottima intesa: comprendiamo e rispettiamo la montagna nello stesso modo e ho pensato che sarebbe stata una buona opzione per me provare un ottomila in più prima degli altri due” ha dichiarato l’alpinista spagnolo al quotidiano elPeriodico. Mingote sta cercando di salire sei 8000 in sette mesi senza l’uso dell’ossigeno supplementare. Ha tempo fino al 16 luglio, data di inizio del progetto.

Al Nanga Parbat potremmo trovare altri due italiani, Emanuele Andreozzi e Paolo Valentini, con l’obiettivo di salire in stile alpino il versante Rupal. Purtroppo, la partenza per ora è stata rinviata a causa di un’operazione all’appendicite subita da Andreozzi, che è motivato a recuperare prima della fine della stagione. Dita incrociate per lui.

Non per scalare, ma in visita dovrebbero arrivare a breve anche Reinhold Messner con il figlio Simon. La gita famigliare pare avere come obiettivo il film sul Nanga Parbat che sta preparando il re degli 8000. Simon rimarrà in Pakistan e raggiungerà poi Martin Sieberer e Philipp Brugger per un progetto alpinistico sulla Muztagh Tower, 7276 m.

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