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Adam Bielecki e Felix Berg. Acclimatazione impegnativa sul Langtang Lirung prima dell’Annapurna

Adam Bielecki, felix Berg, Annapurna, Langtang Lirung, acclimatazione, Tomaz HumarIl Langtang Lirung – Foto FB @Adam Bielecki

La spedizione di Adam Bielecki e Felix Berg con meta finale l’Annapurna (8.091 m), dove tenteranno di aprire una nuova via sulla parete Nord-Ovest, inizia a entrare nel vivo.

Dopo una giornata a Kathmandu e una trascorsa in auto, lo scorso 11 aprile i due alpinisti hanno iniziato il loro trek fino al Langtang Lirung Base Camp.

Quattro giorni “in cui ci si muove lentamente, allontanandosi dalla civiltà e vagando verso la Montagna” – scriveva lo scorso 13 aprile Bielecki, descrivendo la grande capacità che ha il trekking di consentire, passo dopo passo, di abbandonare dietro di sé le corse giornaliere, concentrati maggiormente sulla ricerca del giusto respiro, di un ritmo interno.

Il 15 aprile finalmente davanti ai loro occhi è apparso il loro primo obiettivo, il Langtang Lirung (7.227 m), la vetta più alta del Langtang Himal, posizionata a nord di Kathmandu, non lontano in linea d’aria dallo Shisha Pangma. I primi tentativi di salita di questo picco himalayano risalgono agli anni ’60, per lo più attraverso la cresta Est, ma nessuno riuscì ad avvicinarsi alla vetta prima del 1978 quando fu raggiunta per la prima volta da una spedizione nepalese-giapponese.

Secondo l’Himalayan index sono state 14 in totale le salite portate a termine dal 1978 al 1995, e 13 quelle infruttuose.

La prima invernale è datata 3 gennaio 1988, ad opera dei polacchi Mikołaj Czyżewski, Kazimierz Kiszka e Adam Potoczek.

Una montagna nota anche per la morte nel novembre del 2009 di Tomaž Humar, l’alpinista sloveno che nel 1999 aveva stupito il mondo con una solitaria sulla parete Sud del Dhaulagiri, vittima di un incidente in fase di discesa dopo aver scalato in solitaria il Langtang Lirung dal versante Sud.

La popolazione locale, quando sentono che vogliamo scalarlo, reagisce con una risata o incredulità” – racconta Adam – “quando parliamo con loro ci rendiamo conto lentamente di quanto sia impegnativa la vetta che abbiamo scelto per acclimatarci. La montagna non ha una buona reputazione e l’ultima salita risale al 1995. Il proprietario del nostro albergo ci ha promesso che se riusciremo a scalarla potremo bere gratuitamente tutto l’alcol che ha nel ristorante”.

Un po’ di ironia non guasta mai e i due sono pronti a partire, puntando già mentalmente a quello che sarà il vero obiettivo. Tornare sul versante Nord-Ovest dell’Annapurna, dove nella primavera del 2017, in compagnia di Louis Rousseau e Rick Allen, si erano dovuti arrestare a metà della parete a causa del maltempo. Come ci ha raccontato Adam prima di partire per il Nepal “Due anni fa abbiamo dovuto affrontare un orrendo bivacco a circa 6700 metri. Ora però siamo pronti a tornare per completare il progetto. È veramente una bella sfida poter tracciare una nuova via su una montagna di 8000 metri, in stile alpino”.

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1 Comment

  1. A quanto scritto sopra mi pare giusto ricordare anche della spedizione triestina che nel 1982 raggiunse la vetta che costò però la vita al forte alpinista e accademico Bruno Crepaz.

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