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Alpinismo

Humor in quota – Il “meglio” della settimana dalle spedizioni invernali a cura degli Alpinisti in Erba

Non riesci a stare al passo con le spedizioni invernali? Da oggi c’è una rubrica che fa al caso tuo!

Un recap settimanale di ciò che succede sulle vette più alte del Pianeta a cura del trio irriverente degli Alpinisti in Erba, pagina Facebook che goliardicamente raccontano l’alpinismo a modo loro: “Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale… talmente casuale da sembrare reale!”, questo il loro motto. 

NANGA PARBAT, SPERONE MUMMERY

NARDI: prolisso

La situazione è più o meno questa: i nostri eroi sono stati bloccati fino a sabato al CB a causa di una forte perturbazione che ha causato un bel ritardo nella scalata dello sperone e una discreta noia nei lettori del blog di Nardi. Quest’ultimo infatti, non sapendo cosa fare tutto il giorno, ha scritto lunghe note filosofiche e motivazionali indirizzate prima di tutto a se stesso. Dopo aver #scalatosestesso, si è accorto della situazione in cui si è andato a piantare.

I quattro hanno piazzato il campo più alto (C3) praticamente in un grosso imbuto per neve, ma con il fondo chiuso. La settimana scorsa questo magnifico imbutone ha pensato bene di riempirsi inghiottendo tende e alpinisti all’interno. Nulla di grave dato che ne sono usciti con le proprie gambe, ma questo ha provocato un bel pippone finale su quanto siano stati in pericolo, su quanta forza di volontà c’è voluta per uscire a spalare e su quanto se la sono fatta nei pantaloni.

Ma non è finita. In effetti (con grande soddisfazione di Daniele) son riusciti a scalare i primi tiri dello sperone per poi fermarsi a 6200 m dove lui stesso si fermò nel 2015. Tom afferma che il compagno si sarebbe messo a piangere sussurrando “Non ce la faccio ad andare avanti…troppi ricordi!” e poi giustificandosi “No, non sto piangendo, mi è solo finito uno spindrif in un occhio!”.

Tutta questa malinconia però fa venir fame quindi dopo aver lasciato un magnifico zainetto di materiale (che sicuramente ritroveranno dato le perfette condizioni meteo di questi giorni. Si preannuncia una caccia al tesoro esilarante!) i due sono tornati giù al CB dove i compagni pakistani pare stessero preparando un mastodontico Narghilè in previsione dei giorni di brutto tempo. Qui, picche alla mano, han passato qualche giorno a farsi le fotine in dry tooling, aspettando che la montagna scaricasse per bene la neve dei giorni precedenti.

Ora pare che siano ripartiti alla ricerca della bottiglietta perduta, quella lasciata dallo stesso Nardi nel tentativo del 2015. All’arrivo a C2 la prima brutta sorpresa, al posto della seconda tenda han trovato solo un cordino, una barretta ed un tappo. Poco male, lo useranno per chiudere la famosa bottiglietta. Quando l’avranno trovata!

 

MANASLU

MORO: Mr. Spazzaneve

Ci chiedevamo cosa potesse trasformare il più celebre conquistatore di 8000 invernali in un pigro ospite del CB. Karl Gabl ci ha dato la risposta: 6 metri di neve fresca!

Di ritorno dall’acclimatamento, dopo la spacconata di voler aprire una nuova via di salita, Simone e Pemba si sono di certo allenati, ma non nel consueto modo. Hanno infatti dovuto disseppellire le tende del CB dalle vagonate di neve che qualche rivale gli ha augurato a causa di vecchi screzi. Nei molteplici video Moro celebra la precisione delle previsioni di Gabl, confermando la fiducia che ripone nel meteorologo.

 

Abbiamo un breve riassunto della routine quotidiana al CB:

Sveglia – Spalare – Colazione (scarsa che stanno per finire le provviste) – Spalare –Pranzo – Spalare – Telefonata malinconica a Tamara in ricordo delle ottime condizioni meteo al Pik Pobeda – Spalare – Video su quanto sia affidabile Karl “amico fedele” – Spalare – Cena – Spalare – “Buonanotte Pemba, prima di far nanna hai voglia di SPALARE davanti all’entrata?

Ieri, dopo un piccolo ritardo in questa tabella di marcia, hanno perso le tende sotto il manto nevoso e da allora la tenda mensa è rimasta l’ultimo riparo del CB.

 

 

K2 – SPEDIZIONE BASCO/POLACCA

ALEX: eppur si muove.

Solo al termine della ultima settimana di gennaio Alex e la sua allegra combriccola di amici e pseudo alpinisti hanno finalmente iniziato la scalata.

Terminato il super innovativo accampamento di igloo, ha deciso quale via salire. Se l’è presa comoda il ragazzo, come se non fossimo già a fine gennaio. È vero che chi va piano, va sano e va lontano, ma questa indecisione ci stava distruggendo.

Nel mentre però abbiamo imparato qualcosa. Abbiamo visto le temperature dentro l’igloo, fuori dell’igloo, nella tenda mensa, in un igloo costruito dentro la tenda mensa, in una tenda mensa montata dentro l’igloo, in un igloo grande ed in uno piccolo ed infine in un igloo grande costruito dentro un igloo piccolo. Ah no, questo no. In ogni caso possiamo confermare le sue doti di formidabile scienziato dei materiali d’alta quota. Oramai con i suoi video sui benefici dell’utilizzo degli igloo nelle invernali, può benissimo far concorrenza ad Alberto Angela, fascino a parte.

Poi di colpo il genio. Perché mettersi ai fornelli quando si ha già pranzo pronto?

Alex e spedizione, dopo aver spergiurato che sarebbero saliti sulla Est (a causa di una scommessa persa in una serata resa difficile dal Pacharàn nel centro di Bilbao) han rivoluzionato il gioco e sono saliti fino al CB avanzato russo per una ricognizione sulla via degli Abruzzi e per un primo deposito materiali. Grande mossa per Alex “bandiera” Txikon!

Tornato al CB ha passato ore intere a scegliere le parole chiave per la ricerca su Google. Dato che “webcam k2 parete est” non ha dato risultati e su Gulliver.it non erano presenti nuove gite sul K2, alla fine ha optato per la soluzione più semplice e affidabile: il lancio della Rupia. E così i russi se lo trovano sulla via degli Abruzzi.

 

K2 – SPEDIZIONE RUSSO – KAZAKO – KIRGHISA

VASSILY E COMPAGNI: pedinati

Cosa ci fanno tre Russi, tre Kazakhi, un Kirghiso, due baschi, tre polacchi e un discreta quantità di sherpa sulla via Italiana al K2? Può sembrare l’inizio di una barzelletta (e i Russi non ci trovano nulla di divertente), ma riassume bene il guazzabuglio di culture che troviamo in queste ore tra un campo e l’altro lungo la sterminata via di salita al K2.

Si parla di russi che bevono sangria, polacchi che armeggiano con la ‘Muleta’ del torero, baschi che seguono alla lettera le indicazioni degli sherpa, sherpa che bullizzano kazaki e kirghisi che si dimenticano delle loro origini.

In questa situazione multietnica i superuomini russi non perdono un colpo. Dopo il maltempo dei giorni scorsi (Simone Moro avrebbe qualcosa da ridire a riguardo) finalmente una finestra di bel tempo ha permesso la salita oltre i 6000 m con l’obiettivo di arrivare fino a C3 a inizio settimana. L’ultimo commento del team è stato un perentorio “Fa freddo”, poi subito completato con un pelo di orgoglio “ma mai quanto nella grande madre Russia!”.

La salita è stata ritardata da un problema logistico al CB: il carburante dei generatori è terminato nonostante la tipica precisione est-europea. Non sono ancora note le cause di questo imprevisto considerando la serietà con cui hanno affrontato la spedizione fino ad ora. Noi ipotizziamo che sia l’ennesimo colpo “basco”.

Dunque, cosa ci fanno tre Russi, tre Kazakhi, un Kirghiso, due baschi, tre polacchi e un discreta quantità di sherpa sulla via Italiana al K2? Bordello.

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