Alpinismo

Stagione da record per il Nepal, Everest protagonista assoluto

Che l’Everest sia diventato una meta estremamente gettonata dagli scalatori di tutto il mondo, forse perfino troppo, è ormai chiaro. Le impressionanti cifre diffuse dal Dipartimento del Turismo nepalese però aiutano a costruire un quadro più preciso della situazione.

Il Governo ha dichiarato di aver raccolto fino ad ora 412.8 milioni (oltre 3.2 milioni di Euro) in permessi per spedizioni alpinistiche nella stagione primaverile 2018, stando ai dati raccolti dal DoT per il ministero della Cultura, del Turismo e dell’Aviazione Civile. I dati comprendono i permessi di scalata per 28 differenti montagne sul territorio, ma tra tutte il solo Everest ha portato introiti per 361.4 milioni (2.8 milioni di Euro).

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L’affollato campo base dell’Everest 2018, © Maurizio Cheli

L’ammontare raccolto in questa singola stagione, non ancora giunta al termine, supera la totalità degli introiti di intere annate precedenti. Le cifre raggiunte nel 2017 si aggiravano intorno ai 390 milioni (circa 3 milioni di Euro), più basse nel 2016 e nel 2015, rispettivamente con 282 e 342 milioni (circa 2.2 e 2.6 milioni di Euro). I dati, già molto promettenti, non comprenderebbero poi le somme raccolte dalla Nepal Mountaineering Association per le montagne minori.

L’aumento di queste cifre è un chiaro segno della ripresa turistica del paese dopo il terremoto del 2015, un disastro che ha influenzato negativamente l’attività alpinistica nepalese e i flussi turistici connessi, ora in forte ripresa stando ai dati raccolti dal DoT. A seguito della catastrofe naturale, le missioni i cui piani erano stati bruscamente interrotti dal terremoto avevano visto un’estensione dei permessi già rilasciati per quella stagione, per una durata aggiuntiva di 2 anni.

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L’impressionante numero di scalatori alle prese con il tetto del mondo, © National Geographic

Il governo Nepalese impone il pagamento di circa 9.000€ a persona per gli scalatori stranieri dell’Everest durante la stagione primaverile, mentre quelli nepalesi devono pagare poco più di 580€, con una sperequazione meno accentuata ma simile per tutte le vette oltre gli ottomila metri.

Stando al DoT, 106 team hanno ricevuto il permesso di spedizione quest’anno per 28 differenti picchi sopra i 6.000 metri, per un totale di 841 scalatori che comprende sia nepalesi che stranieri, per la stagione primaverile.

Alan Arnette, in un articolo riepilogativo della stagione, calcola che tra tutti questi scalatori 715 abbiano raggiunto la vetta dell’Everest, da ambo i versanti, contro i 667 dell’annata record 2013. Queste cifre senza precedenti sono state rese possibili da una lunga finestra meteo favorevole, che ha assicurato 11 giorni consecutivi di vette accompagnate da temperature insolitamente clementi.

Ovviamente stabilire delle cifre esatte è difficile, soprattutto per il versante cinese, ma quel che è certo è che una quantità record di scalatori ha raggiunto la vetta dell’Everest.

Anche se la stagione è ormai conclusa, alcune spedizioni potrebbero ancora tentare di raggiungere la vetta. Il DoT ha fatto sapere di essere disposto a rilasciare ulteriori permessi qualora altri team interessati dovessero presentarsi. La progressione delle cifre da record non è quindi ancora destinata ad arrestarsi: questa stagione ha già visto il maggior numero di scalatori in assoluto ricevere il permesso per scalare l’Everest e raggiungerne la vetta e altri potrebbero aggiungersi alla già lunga lista.

I permessi estesi del 2016 e del 2017, giustificano in parte i numeri più bassi riscontrati nelle ultime due annate, ciononostante la stagione corrente rimane comunque da record, con un’affluenza a fini alpinistici sul territorio senza precedenti

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7 Commenti

  1. Ancora con questa storia dell’ossigeno supplementare? Che monotonia. Scusa Simone, ma credi che con l’ossigeno sia una passeggiata e non si corra alcun rischio a quasi 9.000 mt? E tu che esperienza di quota hai, visto che pare non sia d’accordo con l’utilizzo dell’ossigeno?

  2. Ossigeno o non ossigeno supplementare rimane sempre la FERRATA DELL’EVEREST che è stata attrezzata tutta dai nepalesi sherpa di etnia.

    OSSIGENO SUPPLEMENTARE:persona dotata di un fisico normale e non eccezionale. CORDA FISSA:persona con doti alpinistiche scarse,medie,discrete= UNO QUALUNQUE

    SENZA OSSIGENO SUPPLEMENTARE:persona dotata di un fisico eccezionale con un adattamento alle altissime quote fuori dalla norma abbinato ad un massiccio allenamento. SENZA CORDE FISSE:alpinista di altissimo livello tecnico che ha una ottima padronanza nell’utilizzo dei ramponi= UNO DEI POCHI

  3. Daniele, ma tu ci sei stato, visto che scrivi su tutti gli articoli sull’Everest le stesse cose, peraltro insensate? E quale sarebbe il tuo curriculum alpinistico, visto che definisci chi sale senza ossigeno “persona dal fisico normale” e chi usa le corde ” uno scarso? Dai, raccontaci le tue esperienze in montagna, magari scopriamo che dietro la tastiera si cela un fuoriclasse della montagna!

  4. Bravo Dany. E’ da un po’ che chiedo al buon Daniele le stesse cose, ma non risponde … si limita solo a criticare .. ma non si capisce da quale esperienza basi le sue critiche …

  5. Arrivare al Campo Base dell’Everest è di per se impegnativo. Io ho fatto l’ Island Peak (Imja Tse, „Inselberg“) m. 6189 ed il Chimborazo m.6310. Al BC dell’Everest ero seduto vicino ad un paio di Sherpa che erano appena scesi dall’Ice Fall. Erano insieme alla spedizione di Davo Karnicar il giorno in cui egli scese con gli sci, senza interruzione dalla cima dell’Everest. Mai mi permetterei di criticare chi riesce a superare l’Ice Fall e poi ad arrivare in vetta. Con o senza ossigeno. Anch’io sono curioso di sapere le cime raggiunte da Daniele.

  6. Uno che definisce l’Everest una ferrata e che argomenta il proprio post in quel modo, persino arrogante, credo che possa aver fatto solo una gran carriera da rosicone! Io a 6.000mt ci sono arrivata e qualcosina, con tanta, ma tanta modestia, penso di capire.

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