Alpinismo

Tamara Lunger al Lhotse con Moro

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KATHMANDU, Nepal — "Mi alleno già da tanti anni, per questo spero di essere pronta per realizzare il mio sogno, essere la prima alpinista in cima al Lhotse a soli 23 anni". E’ colma di entusiasmo e di speranze Tamara Lunger, appena partita con Simone Moro alla volta della montagna himalayana. Tenterà la vetta salendo dalla via normale, mentre il suo "papà del Nepal" – come lei chiama l’alpinista bergamasco – proverà ad aprire una via nuova con Denis Urubko.

Sono partiti sabato scorso da Milano e si trovano in questi giorni a Kathmandu. Tamara Lunger, 23 anni altoatesina, è in viaggio con Simone Moro e un gruppo di 12 russi alle volte della valle del Khumbu. Gli alpinisti sono diretti infatti al Lhotse, dove il fuoriclasse bergamasco, insieme a Denis Urubko, tenteranno di aprire una nuova via in stile alpino.

Alla Lunger, campionessa dello scialpinismo, spettarà invece la via normale, che sarà comunque la sua prima scalata su un 8000. Un traguardo importante vista la sua giovane età, per la verità già tentato l’anno scorso al Cho Oyu, dove però ogni tentativo è stato impedito dal divieto delle autorità cinesi di avvicinarsi alla montagna.

"Il fatto che Simone mi consideri in grado di fare la cima mi fa stare più tranquilla – ci ha detto la Lunger -. Sono tanti anni che mi alleno, per questo spero di essere pronta per realizzare il mio sogno, essere la prima alpinista in cima al Lhotse a soli 23 anni!".

Secondo l’archivio di Elizabeth Hawley infatti, attualmente la donna più giovane ad aver scalato la quarta montagna più alta del mondo è l’alpinista ceca Sonja Bostikova Vomackova, salita in cima a 27 anni nel 1999. Nel 2006 la cilena Maria (Pacha) Ibarra Letelier aveva raggiunto la vetta anche lei all’età di 27 anni.

"Credo che la difficoltà maggiore sarà quella psicologica – continua l’altoatesina -, ma sono pronta a dare il massimo e lottare, ma non contro la montagna! E’ una grande avventura, sono contenta di andare con Simone, perchè è veramente il ‘mio papà del Nepal’ e di lui mi fido al 100 per 100, perchè so che vuole solo il meglio per me".

Un affetto e una stima reciproca, viste le aspettative che Moro nutre ne suoi confronti. "Tamara ha un grande potenziale – ha dichiarato infatti l’alpinista bergamasco -. Starà a lei e alla sua capacità e fortuna, trasformare il potenziale in realtà. Il mio appoggio e aiuto nascono semplicemente dal mio fiuto e non si basano su ciò che ha già fatto. La grinta ce l’ha, come ha dimostrato vincendo i campionati mondiali di sci alpinismo junior due anni fa. Di amore per la montagna ne ha da vendere, vive e lavora in montagna. Parla 3 lingue, è giovane, carina, forte come un katerpillar, studia all’università e sempre sorridente e positiva. Tutte caratteristiche ideali per diventare forte e magari professionista".

"Tamara si sta impegnando  – continua Moro – e sa che deve fare esperienza e migliorare la tecnica. Ma ad una ventenne non si può e non si deve pretendere di essere già al top in tutte le discipline. Io ho deciso di aiutarla e lei di lasciarsi aiutare. L’anno scorso al Cho Oyu purtroppo i cinesi non ci hanno lasciato andare al Cho Oyu. Ora ci riproviamo al Lhotse e sento che le cose andranno bene…Al Lhotse sarà nel mio permesso e le darò sempre un occhio e dei consigli. Lei scalerà con i miei amici russi che saliranno lungo la via dei primi salitori. Verrà però con me a fare acclimatamento preventivo durante il trekking con Aldo Garioni, amico e mio compagno all’Everest.

Valentina d’Angella

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