Alpinismo

Aggiornamenti dalla Siberia da Moro e Lunger

Notizie dalla Siberia, dove stanno trascorrendo l’inverno Simone Moro e Tamara Lunger, accompagnati dal fotografo Matteo Zanga e il reporter italo russo Filippo Valoti Alebardi.

I quattro sono rimasti fermi una settimana in una baracca di tre pastori di renne, in attesa che le condizioni meteo permettessero di raggiungere con le slitte e poi a piedi il Pik Pobeda (3003m).

Oggi, in base a quanto riportato dallo staff di Moro, inizieranno l’avvicinamento: “Con una chiamata veloce dal satellitare hanno fatto sapere che domani (oggi, ndr) partiranno in ogni caso. A quanto dicono, nevica ancora ma le temperature si sono normalizzate: solo -28°”.

Di seguito le previsioni relative al Pik Pobeda, alla quota della vetta, 3003m:

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26 Commenti

  1. Wow!!!! Una settimana intera passata in una casa di tre pastori!!! Interessantissimo. Mi raccomando, continuate a tenermi aggiornato su eventuali sviluppi.

  2. Quanto sarcasmo, come se Moro fosse un cialtrone qualsiasi.
    Per chi vuole informarsi sul Gora (Pik) Pobeda consiglio un
    documentario col titolo „The White Maze“ su redbull.tv dove
    due scialpinisti austriaci, Matthias Mayr e Matthias Raunholder,
    nel maggio 2016 completano per la prima volta una spedizione.
    Attualmente in versione tedesco/inglese, ma vale la pena almeno
    di ammirare una catena montuosa piu’ vasta delle Alpi in un
    mondo talmente sconosciuto che nemmeno i russi sanno dov’e’.
    Anche nell’estremo nord della Siberia non fa costantemente
    freddo ma varia come dappertutto. -28C e’ una temperatura da
    primavera ma in inverno si puo’ arrivare a -70C, quindi c’e’poco
    da scherzare anche per chi sostiene di sopportare bene il freddo

    1. Moro è un alpinista imalayano come ce ne sono tanti, con 8 8mila sulle spalle di cui 4 in inverno con il Nanga molto discutibile…e l’everest mai fatto senza ossigeno; ci sono tanti altri semisconosciuti anche italiani che hanno alle spalle molto di più
      Questo è quanto

  3. Pero’ mi sembra esagerato parlarne piu’ di tanto, oppure accostare questo viaggio alle parole “esplorazione” o altro. A livello alpinistico (ovviamente parlando di livelli alti, nei quali si cimenta Simone Moro), questa “impresa” vale meno di zero. Se poi si cerca il record di freddo, allora organizziamolo in una cella frigorifera

  4. Non mi permetto di giudicare la scelta di Moro. Ci racconterà lui le sue impressioni e valutazioni. Aspetto notizie.

  5. Scherzi a parte, credo che questa ‘invernata’ sia stata costruita solo per testare materiali, perché dal punto di vista alpinistico e della esplorazione vale davvero poco. Poi il buon Simone, da par suo, cerca di farci su l’impresa e qualche soldo tra libri e chiacchiere varie…..

  6. Oppure, invece che “l’Isola dei Famos” i potremmo tranquillamente stare a guardare “Monte Bianco”….che e’ poi la stessa cosa.

  7. Aspetto da Simone, tra le cose che deve fare e che non conosco, anche un bel documentario magari da proiettare ai giovani nelle scuole. Sempre che non dia troppo fastidio agli amici commentatori.

  8. enri, stimo Simone per diverse cose che ha fatto. Lo conosco da quando andava a Cornalba ed era un ragazzino. Non mi da fastidio ciò che fa, ma se lo fa pubblicamente (e grazie al pubblico lo può continuare a fare) insieme ai benefici le critiche civili fanno parte del gioco. E far passare questa per un impresa alpinistica lascia perplessi.

  9. Allora diciamo, garbatamente, che preferisco il Simone Moro che si propone il concatenamento delle cinque vette del Kanche, anche senza riuscirci, rispetto a quello che compra la vetta del Nanga o propone il Pik Pobeda come una straordinaria impresa alpinistica/esplorazione. Tutto qui

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