Scienza e tecnologia

Al Cimone si fa il punto sugli inquinanti

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BOLOGNA — Quattro giorni per parlare di concentrazioni di black carbon nell’atmosfera, di inquinanti e di clima. Dal 18 al 21 ottobre nella sede del Cnr di Bologna gli scienziati del progetto Eusaar – European Supersites for Atmospheric Aerosol Research – si riuniscono per fare il punto sulla situazione. E il giovedì conclusivo il meeting si sposta sul monte Cimone, al laboratorio "Ottavio Vittori" dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr, dove sorge anche una delle stazioni Share, il progetto di monitoraggio climatico del Comitato EvK2Cnr.

Dal 18 al 21 ottobre nella sede dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna si parla di inquinamento, di polveri aerosol e concentrazioni di black carbon. Si terrà infatti, nel capoluogo emiliano, il quarto Networking-Joint Research Meeting del progetto Eusaar – European Supersites for Atmospheric Aerosol Research.

Il progetto raggruppa una cinquantina tra i maggiori esperti europei nello studio del particolato atmosferico, provenienti da 17 paesi. Uno dei 20 siti di monitoraggio atmosferico e climatico Eusaar è quello del Cnr “Ottavio Vittori” di Monte Cimone, situato sulla vetta più elevata dell’Appennino Settentrionale, a 2.165 metri di quota. Le misure svolte presso questa Stazione di Ricerca ospitata dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, sono considerate rappresentative delle condizioni di fondo dell’atmosfera che caratterizzano l’Europa meridionale ed il bacino nord-Mediterraneo.

Grazie alla sua elevazione infatti, ed al fatto che per gran parte dell’anno il Monte Cimone si trova al di sopra dello strato limite planetario dove rimangono normalmente confinati gli inquinanti emessi nella Pianura Padana, le misure condotte in questo Laboratorio CNR forniscono preziose informazioni. Utili soprattutto per studiare quegli aspetti più propriamente legati ai processi atmosferici al clima ed alle sue variazioni.

A Monte Cimone sono inoltre monitorati costantemente i trasporti di aerosol minerale provenienti dal deserto del Sahara, ma anche trasporti di inquinanti dall’Europa Continentale. Durante l’estate, alte concentrazioni di inquinati aeriformi e gassosi sono dovuti al trasporto di masse d’aria dalla Pianura Padana, uno dei luoghi più inquinati d’Europa. Elevate concentrazioni di black carbon ed altri inquinanti registrate sul Monte Cimone sono state messe in relazione ad incendi boschivi sviluppatisi nel nord Africa o in altri paesi del Mediterraneo.

Proprio per l’importanza strategica che riveste la stazione “Ottavio Vittori”, dove si trova anche una delle stazioni Share, il  progetto di monitoraggio climatico del Comitato EvK2Cnr, i ricercatori riuniti al quarto Networking-Joint Research Meeting del progetto Eusaar si recheranno giovedì 22 sul monte Cimone. Dopo i 4 giorni del meeting gli studiosi provenienti da tutta Europa, tra cui ci sarà Elisa Vuillermoz     per il Comitato EvK2Cnr, andranno a visitare i laboratori del Cimone. Discuteranno poi degli accorgimenti tecnico-scientifici che permettano alla sofisticata strumentazione per la misura degli aerosol di monitorare l’atmosfera 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno.

Valentina d’Angella

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