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Elicotteri: voli difficli

5 marzo 2017. Si chiama Fulgido Ferrari ed ha rilasciato una incredibile intervista al Corriere delle Alpi: “Non si vedeva più niente, abbiamo battuto sulla roccia…proprio mentre stavamo verricellando c’è stato l’effetto whiteout. Era tutto bianco e non si vedeva niente… I due scesi con il verricello erano già a terra e noi spostandoci ce li siamo trascinati dietro per 20 o 30 metri. Abbiamo battuto. L’elicottero si è ribaltato sul fianco destro ed è caduto” (per leggere l’intervista integrale, qui).

Il comandante del nucleo Trentino Emergenza, Ivo Erler tirando un respiro di sollievo: “Siamo stati molto fortunati a riportare tutti a casa (salvi). In questa situazione avrebbe potuto accadere di tutto”.

E questa è la complicata storia di quest’ultimo incidente accaduto domenica all’equipaggio e all’elicottero Agusta, in Trentino, sotto cima Nambino, a 2500 m di quota.

Abruzzo 24 gennaio 2017. Sono tutte morte le sei persone a bordo dell’elicottero, lo sciatore e cinque membri dell’equipaggio, schiantatosi contro il Monte Cefalone. Il medico rianimatore fino a ieri era impegnato a prestare soccorso all’Hotel Rigopiano. L’impatto dell’elicottero è stato terribile, la coda e la fusoliera del velivolo sono praticamente disintegrate… Ci vorrà tempo a capire la dinamica dell’incidente, ma l’ipotesi è che lo schianto sia avvenuto a causa della fitta nebbia. 

Nel frattempo il 26 febbraio un elicottero ultraleggero precipita sulle piste di Foppolo, nella bergamasca, e il 13 febbraio si sfiora di nuovo la tragedia perché un elicottero dei Vigili del Fuoco effettua un atterraggio su uno spuntone di roccia, sopra uno strapiombo, a causa della fitta nebbia che si era alzata mentre si effettuava un’esercitazione.

Vogliamo consegnare alla riflessione dei nostri lettori, molti dei quali alpinisti e sci alpinisti esperti oltre che soccorritori e guide alpine, la sintesi del racconto della dinamica di questi incidenti. 

Da parte nostra siamo sicuri che i piloti e i soccorritori siano super addestrati al loro difficile e rischioso compito. In Trentino, nell’ultimo episodio accaduto, sull’elicottero oltre al pilota era presente anche un copilota, proprio per aumentare la sicurezza vista la presenza di foschia. C’è da chiedersi però se questi incidenti siano la conseguenza statistica del super affollamento di entusiasti dell’alpinismo e dello scialpinismo e perfino dello sci da pista, con il conseguente maggior numero di incidenti e chiamate del soccorso, o la costante della nebbia quale causa di incidenti con l’elicottero in montagna possa far pensare a qualche sottovalutazione delle mutevoli condizioni del meteo in favore della generosità dell’intervento per soccorrere qualcuno.

 

(Foto @ L’Adige)

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