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Ortles: prima discesa dalla Sud

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SOLDA, Bolzano — Una discesa da brividi sulla parete sud dell’Ortles, lungo una via che secondo gli annali nessuno avrebbe mai percorso con gli sci. E’ questa la spettacolare impresa compiuta da Michele Fait e Simone Ferrari lungo la via Lanner della celebre cima altoatesina: un itinerario molto esposto che presenta pendenze fino a 55 gradi.

"In condizioni normali si tratta di una via molto pericolosa – racconta Fait l’indomani della discesa -. Seguendo un arco sulla parete sud, molto friabile, è sempre esposta alla caduta di pietre, una grande cornice sbarra l’accesso alla spalla finale ed una terminale larghissima scoraggia ogni tentativo d’approccio. Le eccezionali condizioni d’innevamento di questa primavera, però, l’hanno completamente innevata e quindi resa più sicura. Da ricerche effettuate risultano rarissime salite di questo itinerario e nessuna discesa, si tratterebbe quindi di una prima assoluta".

Fait, partito nei giorni scorsi alla volta del Karakorum dove vuole tentare la discesa con gli sci del K2, e il suo amico Ferrari hanno sciato lungo la celebre via della Sud dell’Ortles il 15 marzo scorso, dopo essere saliti in vetta percorrendo lo stesso itinerario.

"Come altre volte accaduto – racconta l’alpinista – quella mattina siamo partiti da Solda senza una meta precisa, le condizioni buone ovunque ci davano varie possibilità, avevamo comunque con noi tutto l’indispensabile per qualsiasi tipo di discesa. Risalendo il ghiacciaio avevamo subito intravisto una nord del GranZebrù particolarmente ‘magra’, passando in rassegna la est dello Zebrù, con troppe fasce di roccia sporgente, avevamo puntato gli occhi sulla Minnigerode diretta, perfettamente innevata, ma già scesa l’anno prima. Poi gli occhi di Simone caddero su quella linea ad ‘S’ in piena parete, apparentemente in condizioni ideali. Detto, fatto: saliti e scesi veloci vista l’esposizione, il tratto più ripido è il pendio finale che salta sulla spalla".

E a quanto pare, la discesa ha avuto degli spettatori d’eccezione. "Salita e discesa sono state disturbate da un elicottero che stazionava dei pressi della cima – raccontano i due alpinisti -. Percorreva delle traiettorie circolari attorno alla montagna. Abbiamo subito pensato ad un intervento di soccorso, anche se l’elicottero aveva altre sembianze. Solo a sera inoltrata abbiamo saputo dal notiziario regionale che si trattava della troupe impegnata nelle riprese del film di ReinoldMessner sul NangaParbat. Avremo un futuro come attori?". Ai posteri l’ardua sentenza…

Sara Sottocornola

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