Alta quota

Sci estremo: Eriksson e Fait al K2

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STOCCOLMA, Svezia — Sci nello zaino e grinta da vendere. Riparte dal K2 Fredrik Ericsson, l’alpinista e freerider svedese che vuole inanellare le discese con gli sci dalle tre montagne più alte del mondo. Eriksson partirà per il Pakistan nel mese di giugno e con lui, stavolta, ci sarà un italiano: il trentino Michele Fait, che torna al K2 dopo la tragica spedizione del 2007 in cui scomparve l’alpinista ternano Stefano Zavka.

Il K2, 8.611 metri, la seconda montagna più alta della terra, è considerata l’ottomila più difficile da scalare, e nessuno è mai riuscito a compierne la discesa completa con gli sci. Eriksson e Fait, però, vogliono provarci.

"Ho già sciato su tre ottomila – afferma lo svedese – Dhaulagiri, Gasherbrum II e Shisha Pangma. Credo di aver acquisito l’esperienza necessaria per tentare il mio sogno, scendere con gli sci dalle tre montagne più alte del mondo".

Lo scorso autunno, Eriksson aveva tentato il Kangchenjunga, 8.586 metri, con il connazionale Jörgen Aamot, ma il tentativo era fallito per il maltempo. Il prossimo autunno ci riproverà, ma prima ha deciso di sfidare il K2. La chiusura del cerchio, se tutto andrà bene, sarà sull’Everest nell’autunno 2010. Il programma sarà lo stesso per tutte e tre le montagne: salita senza ossigeno e discesa con gli sci, ma i compagni cambieranno.

Al K2, con Eriksson ci sarà un italiano, Fait, 44 anni di Rovereto, nome piuttosto noto nel campo dello sci estremo. Fait, infatti, vanta discese su alcune delle pareti più impervie delle Alpi e della Cordillera Blanca, oltre a due esperienze con gli sci su Shisha Pangma e Gasherbrum II. Nel 2007, Fait era al K2 con la spedizione K2 Freedom: quella volta, l’alpinista rinunciò alla cima a quota 8.300 metri.

"Saliremo lungo la via Cesen – spiega Eriksson -. Useremo gli scarponi da scialpinismo: sono meno caldi e meno funzionali di quelli d’alta quota: la nostra scalata sarà più difficile che per gli altri alpinisti. Per la discesa abbiamo calcolato che ci vorranno circa cinque ore. Sarà molto dura, soprattutto nella parte sommitale, dove si è costretti a fermarsi per riposare dopo poche curve".
 
Il dislivello, dalla cima al campo base, è di circa 3600 metri. La discesa presenta tratti molto ripidi, tecnici e pericolosi, che non renderanno la vita facile ai due sciatori. Nel 1999, anche Hans Kammerlander tentò la discesa con gli sci dal K2, ma dovette interrompere 400 metri sotto la vetta per il pericolo valanghe.
 

Sara Sottocornola

 

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