Turismo

Cortina d’Ampezzo: dove stare bene lontano dalla ressa delle Olimpiadi

Non solo gare, feste e confusione. Ecco qualche suggerimento per vivere in tranquillità la Regina delle Dolomiti anche nelle prossime settimane

È vero. Quest’inverno dire Cortina è dire Olimpiadi. Il grande evento sportivo monopolizzerà l’attenzione, non solo per le discipline sportive che si svolgeranno nella conca ampezzana (sci alpino femminile, bob, slittino, skeleton e curling) ma anche per tutto il contorno glamour che ovviamente non si lascerà sfuggire un’occasione ghiotta come quella dei Giochi olimpici. Ma per chi, oltre che lo spettacolo sportivo, vuole anche godersi Cortina e i suoi dintorni in un modo attivo e soft, non mancano certo le possibilità di intraprendere camminate, ciaspolate, escursioni scialpinistiche, visite in un raggio di pochi chilometri dal centro ampezzano.

Al Rifugio Mietres

Sul versante più assolato della valle, con alle spalle il Pomagagnon, abbracciato dai larici a 1710 metri di altitudine il Rifugio Mietres è una meta da non lasciarsi scappare. Un belvedere su Cortina, con un panorama aperto sulla conca e sulle montagne che la incoronano. Con lo sguardo che si perde sul versante opposto, sulla Tofana, l’Averau, la Croda da Lago, il Beco de Mesodì, il Pelmo.  Il rifugio si può raggiungere dalla località Guargnè – a un paio di chilometri dal centro- sia a piedi, su neve battuta, che con gli sci d’alpinismo e con le racchette da neve (dipende dalle condizioni di innevamento) in un’ora e mezza circa lungo un itinerario che si sviluppa lungo il tracciato di una strada forestale. Un’altra possibilità è raggiungere il rifugio con una breve passeggiata (meno di un’ora) con poco dislivello (139 m), che si intraprende dalla località Larieto, lungo la SR 48 per il passo Tre Croci a 5 km da Cortina. Ideale per famiglie.

Al rifugio Lago d’Ajal

Il Lago d’Ajal è un piccolo specchio d’acqua ghiacciato immerso nel bosco a 1472 metri di quota, dove c’è la possibilità una sosta al rifugio omonimo. Il posto, incantevole e silenzioso, è nascosto alla vista dal fondovalle. Siamo sotto il Beco d’ Ajal, e si raggiunge dopo aver camminato con le ciaspole o su neve battuta lungo una strada forestale con alcuni tratti più ripidi. La passeggiata è comunque facile (consigliati i ramponcini). Si parte da Campo di Sotto (1126 m), 3 km dal centro di Cortina d’Ampezzo; sono 370 m di dislivello. Mettere in conto un’oretta.  Chi se la sente dalla deviazione per il lago d’Ajal, può proseguire dritto e salire fino a Malga Federa(1816 m, aperta anche d’inverno), superando 690 metri di dislivello da Campo di Sotto. Tempo di percorrenza: 2 ore e mezza. O ancora procedere fino al Rifugio Croda da Lago (2046 m) con 926 metri di dislivello dal punto di partenza.  Quest’ultimo si affaccia su un altro magnifico lago ghiacciato al cospetto della croda omonima. Fino a Malga Federa il fondo è quasi sempre battuto. Possibilità di ritorno con lo slittino.

A Monte Piana

Partendo da Misurina – 13 chilometri da Cortina – una meta classica invernale, per chi vuol godersi il sole e panorami grandiosi, è la salita al Rifugio Angelo Bosi al Monte Piana (2205 m).  Si tratta di superare gradualmente un dislivello di 450 metri in un paio d’ore, prima attraverso il sentiero n. 122, che inizia poco oltre il Lago d’Antorno, e che poi si immette sulla ex strada militare della Grande Guerra. A ogni tornante si spalancano davanti agli occhi grandi visioni sulle Tre Cime di Lavaredo, la Croda dei Toni, i Cadini di Misurina, le Marmarole, l’Antelao, il Sorapiss. Raggiunto il rifugio (aperto anche d’inverno) si può proseguire con le ciaspole, seguendo le tracce nella neve, fino a raggiungere la sommità del monte (2324 m) dove il panorama, ora a 360 gradi, spazia fino alle vette austriache. Fino al rifugio abitualmente si cammina su neve battuta.

A Malga Ra Stua

Un’altra escursione facile ma che porta a “ staccare”  dalla Cortina più animata per immergersi in un bosco silenzioso per poi emergere su assolati pascoli alpini inondati di sole, è quella che conduce a Malga Ra Stua (1696 m). Si comincia a camminare lungo una strada innevata quasi sempre battuta ( ramponcini vivamente consigliati) dal tornante in località Sant’Uberto (1425 m), a 6 km da Cortina lungo la strada statale 51 per Dobbiaco. Dopo circa un’ora superando 300 metri di dislivello si è alla malga (aperta anche d’inverno). Grandi visioni durante la salita sulla Tofana di Dentro, con il suo tagliente spigolo sommitale. I più allenati possono proseguire per il Rifugio Sennes (2126 m) lungo la strada bianca (segnavia n.6) abitualmente battuta, ma talvolta potrebbero essere necessarie le ciaspole. L’itinerario dopo il pianoro di Cianpo de Cros si impenna nella Val Salata, prima di giungere sull’altipiano di Senes, e al rifugio. In questo caso il dislivello è di 700 metri e vanno messe in conto almeno 3 ore. Lassù l’ambiente è magico, siamo sugli altipiani carsici che caratterizzano questo settore delle Dolomiti, dove non si impongono le alte vette, ma le dolci ondulazioni immacolate e baciate dal sole.

Visita al Trampolino Italia

Finalmente il glorioso Trampolino Italia, che ospitò le gare di salto dei Giochi olimpici del 1956, è stato ristrutturato. Allora venne giudicato il più bel trampolino del mondo. Non verrà più utilizzato come impianto sportivo ma resterà sulla collina morenica della frazione di Zuel, come una splendida icona di Cortina. E per questo vale una visita. Certo, il trampolino è visibile anche dalla strada statale 51 che giunge nella Regina delle Dolomiti da Sud, la principale via di accesso, ma giungerci a piedi con una piacevole passeggiata di circa 3 chilometri dal centro di Cortina, lungo il tracciato dell’ex ferrovia delle Dolomiti, è una buona idea. Si può arrivare alla ex stazione di Zuel. Da lì è possibile ammirare tutto il trampolino: la rampa di lancio, il dente, la zona di atterraggio, le tribune e il grande anfiteatro della zona di frenata. Il restauro ha recuperato i colori originali ( bianco, rosso rubino, rosa dolomia, azzurro).  Così questa mirabile opera progettata dall’ingegner Piero Pozzati, attraverso la quale l’Italia volle lasciare un segno anche nell’architettura, torna a risplendere.

Accadde a Cortina

Un buon motivo per camminare, sia in centro a Cortina che nelle sue frazioni e in  altre località della conca ampezzana è andare a caccia dei cartelli di Accadde a Cortina,  il Museo Diffuso della Letteratura delle Dolomiti. Un itinerario fantastico di segnaletica culturale, ideato da Francesco Chiamulera, responsabile di Una Montagna di Libri, dove si può navigare tra i 18 cartelli collocati nei luoghi più significativi correlati agli autori e ai protagonisti di cui raccontano (da Dino Buzzati a Eugenio Montale, da Ernest Hemingway a Edward Morgan Forster, da Goffredo Parise a Giovanni Comisso, da Brigitte Bardot a Claudia Cardinale, e molti altri). Si potrà scoprire la particolare memoria associata a ciascuno, leggere le parole degli scrittori e delle scrittrici, le sceneggiature dei film, i versi dei poeti.

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