Cronaca

Alpinista muore su cascata di ghiaccio

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SOLDA, Bolzano — Due alpinisti sono stati travolti da una valanga mentre arrampicavano su una cascata di ghiaccio, vicino al rifugio Città di Milano, sul versante altoatesino del Gran Zebrù. La coppia era formata da una guida alpina e dal suo cliente, entrambi di Prato allo Stelvio. La guida è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Bolzano, il secondo invece è morto nell’incidente.

Il tragico incidente si è verificato domenica mattina intorno alle 11 al margine della Vedretta di Solda, tra il Gran Zebrù e la Cima Madriccio, nel gruppo dell’Ortles-Cevedale. Due alpinisti di Prato allo Stelvio, una guida di 41 anni, e il suo cliente di 56, stavano arrampicando su una cascata di ghiaccio a 2.200 metri di quota, poco sotto la stazione a monte della funivia che da Solda porta al rifugio Città di Milano.
 
La giornata a detta di molti sembrava ideale per arrampicare sul ghiaccio, viste le condizioni della cascata e le temperature, di circa -12 gradi. Un pilastrino di ghiaccio ha però ceduto mentre la cordata stava scalando, e cadendo ha provocato la caduta di una valanga.
 
I due alpinisti sono stati travolti dal distaccamento di neve e ghiaccio, sotto cui sono rimasti sepolti. I soccorritori dell’Aiut Alpin Dolomites sono arrivati prontamente sul posto con due elicotteri e hanno dovuto faticare non poco per riuscire ad individuarli sotto la spessa coltre.
 
Il soccorso alpino di Solda e i carabinieri della stazione di Silandro, intervenuti entrambi nelle operazioni, sono riusciti comunque a recuperare in fretta la guida alpina. L’uomo aveva una temperatura corporea di 31 gradi, gravi ferite al capo, alla colonna vertebrale e alle gambe. Subito è stato trasportato all’ospedale di Bolzano, dove ora è ricoverato in gravi condizioni.
 
Niente da fare invece per l’altro alpinista: recuperato dai soccorritori a distanza di un’ora dal momento dell’incidente, il suo corpo è stato trovato senza vita.
 
 
Valentina d’Angella
 
Foto courtesy of Giscover

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