Alpinismo

India, tre cime inviolate per i finanzieri

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CAMPO BASE MIYAR, India — Una cima dedicata alla città di Trento, una al grande alpinista Bruno Detassis e una alla pace. Sono state battezzate così le tre vette inviolate scalate dagli alpinisti della Guardia di Finanza italiana impegnati sulle vertiginose pareti della Miyar Valley, nell’Himalaya indiano. Tre salite ad alta difficoltà, tecnica e ambientale.

La Cima Trento è un picco di 6.046 metri che sorge nella testata della remota Nameless Valley. La sua prima salita porta la firma di Giampaolo Corona, Christian Gobbi e Mirko Groff che hanno percorso il colouir Sud e la parete nord della cuspide rocciosa terminale, aprendo una via di misto di circa 850 metri valutata di grado TD+. Un brillante successo, che però non ha placato la voglia di scalate dei tre alpinisti.
 
"Gobbi, Groff e Coronam, dopo un solo giorno di riposo al campo alto, hanno attaccato un’altra vicina montagna inviolata – racconta il capospedizione, tenente colonnello Bruno Moretti – vincendone un’impegnativa parete di misto e raggiungendone la vetta, a quota 5.760. L’hanno battezzata Om Shanti, che significa Cima della Pace nell’idioma Indi".
 
Sempre questo weekend, un’altra cordata di Fiamme Gialle ha messo a segno un brillante successo sulla parete Sudovest della vicina catena della Neverseen Tower, sopra il Tawa Glacier, aprendo un’impegnativa via di roccia chiamata via “Fiamme Gialle”.
 
"Riccardo Scarian, Daniele De Candido e Attilio Munari hanno scalato una bella e inviolata montagna di 5700 metri – prosegue Moretti – che la spedizione al completo ha deciso di intitolare all’indimenticabile alpinista e straordinaria persona di Bruno Detassis. La via ha uno sviluppo di circa 800 metri di sviluppo e difficoltà fino all’ottavo grado Uiaa".
 
All’appello, ora, manca solo il team formato da Cristian Brenna e Massimo Da Pozzo, che stanno scalando un’impegnativa parete sullo Jangpar Glacier. Secondo le ultime informazioni, la cordata si troverebbe circa a metà dell’itinerario che sta aprendo.
 
"Aspettando il loro rientro, vorrei ringraziare sin d’ora due amici grazie ai quali è maturata la scelta di effettuare la nostra spedizione in questo luogo “magico” e ricco di spettacolari cime inviolate – conclude Moretti -. Il primo è Massimo Marcheggiani di Frascati, primo salitore della Neverseen Tower nel 1992 e, negli anni successivi, di altre vette della Miyar Valley. Il secondo è Roberto Iannilli di Roma, altro assiduo frequentatore di quest’area montuosa, anche ora in spedizione qui in Miyar, che ha riportato i giorni scorsi un bel successo sulla cima più alta e inviolata del Castle Peak, la montagna che domina le nostre tende".
 
 
Sara Sottocornola

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