Alpinismo

Batura II: i coreani firmano la prima salita

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ISLAMABAD, Pakistan — Il Batura II ha ceduto all’attacco coreano. La spedizione, organizzata dalla Seoul University, è riuscita a raggiungere la vetta della montagna inviolata più alta del mondo dal versante Sud, proprio dall’itinerario che Simone Moro aveva pensato per la prima salita.

Sulla vetta del Batura II, dopo settimane di intenso lavoro di squadra, sono arrivati il capospedizione Kim Chang Ho e Choi Suk Mun. Il primo dei due alpinisti aveva compiuto, tre anni fa, la prima ripetizione della via dei fratelli Messner sul Nanga Parbat, nella tragica spedizione del 1970 che vide la morte di Guenther. A quanto pare, punta alla collezione dei 14 ottomila, di cui ne ha già scalati 5.
 
Per Suk Mun, invece, il Batura II con i suoi 7.762 metri è stata la montagna più alta mai salita nella sua carriera. Della spedizione facevano parte anche Shin Taemoon, Park Pyoung Deuk, Lee Dong Hoon, Park Seongku, Park Youngjae, Kim Suk Jun, Chhiring Bhote e due donne: Seo Jeong Hee e Lee Yoonji.
 
La prima salita del Batura II, quest’estate, era nel mirino di Simone Moro ed Hervè Barmasse. Ma quando i due alpinisti italiani sono giunti ai piedi della montagna, si sono trovati davanti la spedizione coreana e hanno deciso di cambiare obiettivo.
 
"Salivano con i portatori d’alta quota – aveva raccontato Moro – usando corde fisse e operando in rotazione continua di uomini e mezzi. Uno stile pesante, scelto senza troppe remore pur di conquistare la cima. Tutto il contrario di quello che volevamo fare io ed Hervè, convinti di usare uno stile pulito, leggerissimo, non invasivo. Per questo abbiamo deciso di cambiare meta".
 
Sara Sottocornola

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