Alpinismo

K2: seracco spazza via le fisse. Confortola a 8.300

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Updated BERGAMO — "Abbiamo bivaccato a 8.300 metri, sopra il seracco, alla fine del traverso". Queste le parole di Marco Confortola che, alle prime luci dell’alba, dal K2 si è messo nuovamente in contatto con l’Italia. L’alpinista ha trascorso la notte lassù insieme all’olandese Wilco van Rooijan e ad un’altra decina di alpinisti bloccati per il crollo di un enorme pezzo di ghiaccio che ha spazzato via la maggior parte delle corde fisse sul traverso e il Collo di bottiglia. Ora, però, sembra che Confortola e gli altri abbiano intrapreso la discesa, mentre dal basso stanno salendo alcuni alpinisti in loro soccorso.

Il crollo del seracco è avvenuto ieri in tarda serata. Il ghiaccio ha spazzato via tutte le corde fissate dagli alpinisti e bloccato la discesa del folto gruppo di persone che stava scendendo dalla cima della montagna. Solo due pesone, l’olandese Cas Van de Gevel e Pemba Sherpa, sono riuscite a raggiungere campo 4 azzardando una discesa senza corde fisse. Dalle tende, hanno avvertito il campo base dell’accaduto, intorno alle tre del mattino pakistane.

Roeland van Oss, che presidia il campo base della spedizione olandese, si è precipitato nelle tende coreane dove è stata organizzata una missione di soccorso. Secondo quanto riferito dalla spedizione Norit, sei alpinisti starebbero salendo verso il Collo di Bottiglia con tutte le corde che hanno a disposizione, per riattrezzare il tratto e consentire la discesa degli alpinisti attualmente bloccati lassù.

La telefonata di Marco Confortola è arrivata alle 5.30 del mattino, ora pakistana, sul cellulare di Agostino Da Polenza. "Stiamo bene – ha detto l’alpinista – è arrivato il sole, ma fa molto freddo. Non ci siamo mossi, non potevamo scendere, sotto di noi c’era il vuoto. Abbiamo visto salire due persone da campo 4". Si tratta probabilmente di Van de Gevel e Mark Sheen, entrambi alpinisti della spedizione Norit K2 che si trovavano a campo 4. Gli olandesi fanno sapere che dopo di loro, si sarebbero incamminati verso l’alto anche due americani.

Alle 12 pakistane (le 8 in Italia), dalla spedizione olandese fanno sapere che gli alpinisti bloccati a 8.300 metri avrebbero inziato la discesa, seguita a vista dai campi base del K2 e del Broad Peak. Due alpinisti sarebbero alla fine traverso, altri 6-7 all’inizio del Collo di Bottiglia. Ma non ci sono notizie più precise.

La prima telefonata di Marco Confortola dal K2, dopo quasi 24 ore di scalata, era arrivata ieri sera alle 21.30 italiane ad Agostino Da Polenza: "Sono a ottomila metri, ho fatto un buco nella neve, fa freddo ma sto bene". Sul K2 era ormai notte fonda: circa l’una e mezza del mattino. L’alpinista era stato visto intorno alle 20, ora pakistana, nei pressi della cima.

"Marco mi ha detto che aveva scavato un buco nella neve – ha raccontato Da Polenza -. Credo che avesse già superato il traverso, ma si trovava ancora sopra il Collo di Bottiglia. Con lui c’era un alpinista olandese, Van Rooijen. Non si muoveranno di lì fino alle prime luci dell’alba".

Sara Sottocornola

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