Alpinismo

Moro: hanno aperto una grande via

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ISLAMABAD, Pakistan – “Il sacco di viveri che gli è stato fornito è stato vitale. Per tutto il resto devono dire grazie a loro stessi. Hanno aperto una grande via, in stile alpino”. Queste le parole di Simone Moro, che dal Batura II, in Karakorum, ha voluto commentare la vicenda di Walter Nones e Simon Kehrer sul Nanga Parbat, che ieri si è conclusa con il rientro dei due alpinisti al campo base.

“Abbiamo seguito la vicenda dal campo base via satellite – racconta Moro -. Non ci siamo mossi dallte tende, perchè avevamo promesso di rimanere pronti e disponibili in caso di necessità sul Nanga. Sono contento che non sia stato necessario nessun intervento sulla montagna e che Nones e Kehrer si siano praticamente tolti dalle grane da soli. Certamente sono stati di fondamentale aiuto i viveri ed il satellitare che gli sono stati calati dall’elicottero”.
 
“Avevo parlato con Karl di quella via e di quella parete – prosegue Moro -, durante la mia visita a casa sua di un pò di mesi fa. Più volte mi aveva detto che avremmo potuto fare qualcosa insieme e quello era un potenziale progetto, come la via che Babanov ha appena aperto al Broad. Ricordo che glel’avevo proposta io e gli avevo fornito le foto. Ma poi quest’anno ho deciso di venire al Batura”.
 
“La via che hanno aperto Nones e Kehrer – prosegue l’alpinista – è un signor itinerario. Io ho aperto una via in stile alpino con Lafaille nel 2003 al Nanga Parbat, sul versante Diamir. Una via che finisce a 7200 innestandosi sulla Kinshoffer. Nones e Kehrer hanno fatto altrettanto su una parete inviolata e la loro via finisce innestandosi sulla Buhl”.
 
“Di loro non parlerò mai come soccorsi e sopravvissuti – conclude Moro – ma come due alpinisti che hanno aperto una via in stile alpino, iniziata in 3 persone e purtroppo realizzata fisicamente  solo in due. Mi complimento sinceramente, davvero, con loro. Sono stati assistiti ed osservati a distanza per poter operare con il massimo del potenziale supporto. Vitale è stato il sacco di viveri a loro fornito. Per tutto il resto devono dire grazie a loro stessi. Complimenti a loro e a chi era pronto a dargli una mano!”
 
Sara Sottocornola

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