Alpinismo

Nanga Parbat: giornata decisiva

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ISLAMABAD, Pakistan — Solo due viti da ghiaccio e due chiodi da ghiaccio. E’ con questa esigua attrezzatura che Walter Nones e Simon Kehrer stanno affrontando le seraccate del ghiacciaio sul Nanga Parbat. I due alpinisti, lucidi ma provati dalla lunga permanenza in parete, hanno contattato poco fa Agostino Da Polenza e hanno concordato, per domani, il recupero in elicottero attorno ai seimila metri, confidando nelle previsioni meteo secondo cui ci sarà una schiarita nel primo pomeriggio.

“Abbiamo usato gli sci per alcuni tratti in discesa – racconta Nones a Da Polenza -, ma il problema è che abbiamo soltanto due viti da ghiaccio e due chiodi da ghiaccio. Cerchiamo di evitare il più possibile di fare delle calate a scendere perchè ci è rimasta solo questa attrezzatura, e dobbiamo cercare soprattutto di risparmiarla. Ci assicuriamo ma poi recuperiamo tutto: dobbiamo anche andare in giù e ci sono dei punti da fare… e insomma non è così facile”.
 
E’ un po’ preoccupata, questa volta, la voce che arriva dal Nanga Parbat. Nones, fermo a 6.600 metri nel bivacco allestito questa mattina, ha spiegato a Da Polenza i motivi per i quali la loro discesa sta proseguendo lentamente oltre che per le difficoltà dovute al meteo. Ormai i due alpinisti si trovano in quota da nove giorni e otto notti.
 
“Simon ha un po’ di mal di testa – prosegue l’alpinista – anche se è normale in queste condizioni. Domani mattina se è bel tempo pensavamo di anticipare un po’ la partenza rispetto ad oggi cercheremo di arrivare al pianoro a seimila metri”.
 
Lì, domani, l’elicottero andrà loro incontro. “A questo punto è la soluzione più ragionevole – spiega Da Polenza -. I ragazzi sono stanchi e con poca attrezzatura, hanno accettato volentieri. La seraccata nella parte bassa del ghiacciaio è complessa, lunga e insidiosa, come ha raccontato stamattina Mondinelli che l’ha vista da vicino”.
 
Al campo base della Rakhiot, in queste ore, si sta quindi predisponendo tutto per il recupero. “L’elicottero arriverà qui domattina – racconta Maurizio Gallo -. Sarà pronto e operativo per qualsiasi ora”.
 
Gallo e Mondinelli hanno parlato con Simon Kehrer, che ha dato loro le indicazioni per trovare, nel suo bidone al campo base, il Gps che lui, Unterkircher e Nones avevano usato durante la salita di acclimatamento. “Avevamo rilevato le coordinate del punto più alto a cui eravamo arrivati – ha detto Kehrer a Gallo -. Domani cercheremo di raggiungerlo. Potete dare quelle indicazioni ai piloti”.
 
 
COMING SOON: la mappa con il cammino di Walter e Simon
 
 Sara Sottocornola
 
Nella foto sotto. La via percorsa da Hermann Buhl nel 1953, con i campi fatti dall’alpinista tedesco durante la prima salita. L’elicottero dovrebbe recuperare Nones e Kehrer in un punto compreso fra il campo III e il campo IV.
 
 

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