Alpinismo

Mondinelli: prima lo Shisha, poi il Lhotse. Forse…

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ALAGNA VALSESIA, Verbania — Silvio Mondinelli, il “Gnaro”. L’alpinista italiano più vicino al seducente ma spesso maledetto traguardo dei 14 Ottomila è pronto per un’altra serie di scalate al limite dell’impossibile.

 
Come antipasto, si concede la vetta dello Shisha Pangma. Mondinelli non la molla, dopo averla mancata per un soffio lo scorso autunno. Il “Gnaro” ha conti in sospeso con altre tre cime per completare ufficialmente la corsa agli Ottomila: il Broad Peak, il Lhotse e l’Annapurna. Tutti già tentati più volte. 
 
Guardia di Finanza, 48 anni, bresciano trapiantato ad Alagna. Energia travolgente, battuta sempre pronta e sorriso da imbroglione. Il suo nome è conosciuto in tutto il mondo, per le innumerevoli volte che ha oltrepassato la soglia degli ottomila metri senza aver mai fatto uso di ossigeno. Ma soprattutto per la mano sempre tesa verso chiunque si trovi in difficoltà durante i momenti più duri delle spedizioni. Anche a costo di rinunciare alla vetta.
 
Mondinelli, vuole subito riprendere il discorso con lo Shisha…
Sì,  dopo aver raggiunto due volte la cima “middle” (8.013 metri) – di cui una lo scorso autunno – voglio riuscire finalmente a raggiungere gli 8.027 metri della cima principale.
 

Con chi affronterà l’avventura?
Partirò insieme a Marco Confortola, l’"iron man" della Valtellina che ha fatto parte anche della spedizione "Shisha Pangma 2005". E a due guide di Alagna: Cristian Gobbi e Michele Enzio.
 

Nel 2005 avete tentato di salire da Nord. Ora cambierete versante?
No, saliremo sempre dalla stessa parte. Ormai ci siamo affezionati…
 
Cosa vi fa pensare di riuscire a raggiungere la vetta principale, questa volta?
In primavera dovrebbe esserci meno neve. La parte più difficile di questa scalata è il passaggio sull’affilata cresta che collega la cima middle alla cima vera, che l’anno scorso era impossibile da completare per la grande quantità di neve caduta. In alcuni punti la cresta raggiunge i 55° di pendenza e deve essere percorsa a cavalcioni: lascio immaginare il pericolo valanghe in quelle condizioni.
 

Quali sono i tempi previsti?
Partiremo il 5 aprile e contiamo di arrivare in vetta intorno al 10 maggio. Se rispettiamo i tempi, poi tenteremo il Lhotse.
 

Sarete solo in quattro?
Allo Shisha saremo solo noi 4. Al Lhotse invece dovremmo raggiungere Mario Merelli e gli altri amici che partiranno intorno al 15 maggio.
 

Sembra che con Marco Confortola si sia creato un forte affiatamento.
Sì, abbiamo fatto molte spedizioni insieme. Ormai mi telefona due volte al giorno: è peggio di mia moglie!
 

Gli altri due partecipanti hanno già esperienza sugli Ottomila?
Io e Cristian Gobbi siamo stati insieme all’Annapurna l’anno scorso. Michele Enzio è giovane. E’ il nipote di Ezio Seppi, che ha lavorato presso il Laboratorio Piramide in Nepal. Michele non ha esperienza sugli Ottomila, ma da qualche parte bisogna pur cominciare!
 

Ha altri programmi alpinistici per il 2006?
Forse in autunno tornerò all’Annapurna. Ma per ora parliamo solo dello Shisha. Altrimenti finisce che vi dico sempre un sacco di progetti e poi non combino niente!
 
 
 
Sara Sottocornola

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