AlpinismoAlta quota

Manaslu, 5 metri di neve e pericolo valanghe: Moro e la Lunger lasciano il base e volano a Kathmandu

(Updated) KATHMANDU, Nepal — “Ho fatto 13 spedizioni invernali e non ricordo di aver mai visto nulla di simile”. Queste le parole di Simone Moro dal campo base del Manaslu, dove la situazione neve sta precipitando. Sono 7 giorni che nevica ininterrottamente, ci sono già 5 metri di neve e le tende sono sommerse. C’è il pericolo concreto che le valanghe raggiungano anche le tende del base e Simone Moro e Tamara Lunger hanno deciso ieri di lasciare il Campo Base, e oggi di rientrare a Kathmandu.

“La spedizione non è finita” ha detto Simone Moro, ma a quanto pare la possibilità di farla in invernale sì. E purtroppo anche il progetto di fare alcune salite nella valle dell’Everest: “Stamattina abbiamo lasciato Samagaon coperta di neve, e siamo volati a Kathmandu – ha detto oggi l’alpinista -. Adesso valuteremo le condizioni anche della Valle dell’Everest dopo le nevicate, capiremo quali sono le previsioni meteo e poi decideremo cosa fare”.

Visto che scendere a piedi dal base era impossibile, ieri mattina Simone Moro e Tamara Lunger sono stati raggiunti dall’elicottero che è riuscito ad atterrare, ma poi è rimasto lì bloccato a causa della scarsa visibilità e di una nuova nevicata. Finalmente nel pomeriggio si è aperta una finestra di bel tempo e sono riusciti a volare atterrando ora a Samagaon, dove sono rimasti per la notte.

“Con più di 5 metri di neve, ci vorranno almeno 2-3 settimane di sole per assestare e consolidare il tutto – spiega Moro – e rendere i pendii del Manaslu affrontabili con un coefficiente di sicurezza adeguato. Ora Karl Gabl dice che arriverà subito il jetstream, cioè forti venti in quota, e tirerà a 140 km orari. Il che abbasserà la temperatura e creerà accumuli di neve trasportata proprio dal vento stesso. Nulla di buono dunque, anzi”.

“Per tutto ciò, abbiamo deciso di impiegare l’inevitabile attesa in modo diverso – annuncia Moro -. Anziché stare al campo base con le dita incrociate, sperando che rimanga immune da valanghe o dai venti, abbiamo deciso di andare altrove per qualche settimana. Ovviamente il limite temporale del 20 marzo, che segna la fine dell’inverno, a questo punto non riusciremo a rispettarlo. Di sicuro entro quella data il Manaslu non potremo salirlo. Non ci sono proprio le condizioni. Anche con le racchette da neve sprofondiamo fino alla coscia e avvicinarsi a campo 1 significherebbe mettersi sotto tutte le valanghe del mondo.  Comunque il nostro permesso di scalata al Manaslu dura 75 giorni e, anche se perderemo la possibilità dell’invernale, vogliamo tenere aperta la chance di una salita primaverile con il concatenamento tra la vetta principale ed il Pinnacolo Est. Nessuno ha mai ripetuto questa combinazione nemmeno in primavera o autunno. E’ dal 1986 che è li che aspetta, da quando la realizzarono due campioni dell’alpinismo himalaiano come Jerzy Kukuczka e Artur Hajzer. Dunque la spedizione non si chiude e nemmeno finisce. Cambia solo il modo di gestire i tempi morti e l’attesa”.

Moro ieri aveva annunciato di voler andare con Tamara Lunger nella valle dell’Everest “per rimanere allenati, tentando qualche salita interessante e di mantenimento. Almeno lo speriamo, perché pure nel Khumbu negli ultimi giorni di neve ne è caduta”. E infatti hanno dovuto rinunciare per il momento anche a quel progetto. I due alpinisti oggi sono volati a Kathmandu e nei prossimi giorni valuteranno il da farsi.

 

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2 Commenti

  1. Forse, per fare un’invernale, sarebbe stato meglio partire un pò prima (scusate non mi ricordavo che non voleva togliere visibilità alle altre spedizioni!).
    Per altro chissà cosa penserà adesso Simone (tenace sostenitore del periodo invernale da calendario) dopo che Urubko ha sostenuto che per lui l’inverno Himalayano va dall’1/12 al 28/2 perchè le temperature di marzo sono già considerabili primaverili mentre quelle di dicembre sono prettamente invernali.

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