Alpinismo

K2 Nord: Urubko rinuncia alla via nuova

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MOSCA, Russia — "Dobbiamo rinuniciare al nostro ambizioso piano. Non riusciamo a raggiungere lo spigolo, il pericolo valanghe è troppo elevato". Con questo laconico annuncio Denis Urubko ha ufficializzato la rinuncia ad aprire la via nuova sul versante Nord del K2. Ma resta determinato a raggiungere la cima: con il compagno, ha imboccato la via normale e si trova già a campo 4.

Il maltempo non aveva dato tregua, nelle ultime settimane. E di neve ne era caduta parecchia, su tutto il Karakorum. Ma evidentemente, una situazione del genere sulla parete Urubko proprio non se l’aspettava.
 
"Il tempo è orrendo – scriveva Urubko nel weekend al portale sovietico Russianclimb -, sembra che questa tempesta voglia durare per tutto l’inverno. Dalla parete Nord continuano a scendere valanghe, è troppo pericoloso tentare di raggiungere lo spigolo dove volevamo tracciare la via nuova".
 
Partito venerdì insieme al compagno Serguey Samoilov, il fuoriclasse kazako era determinato a  compiere quella che lui stesso aveva definito "l’impresa della vita" anche in condizioni di tempo instabile. Ma poche ore dopo la partenza, si è reso conto che contro la forza della natura c’era ben poco da fare.
 
"Stiamo aspettando che il la bufera si calmi un po’ – scriveva dal primo bivacco – e poi cercheremo di raggiungere la via dei Giapponesi da quest’altezza, per tentare la cima lungo quell’itinerario. Non torniamo al base perchè da lì sarebbe impossibile raggiungere l’attacco
con tutta la neve che è caduta".
 
E così è stato. Con la rabbia e la delusione in corpo, i due alpinisti russi hanno attraversato la parete e iniziato a salire lungo la via normale. Nel giro di poche ore avevano raggiunto campo 3, e ieri erano a campo 4.
 
"Il tempo continua a essere tremendo – racconta oggi Urubko – la visibilità è minima. Siamo pronti a tentare la vetta non appena migliorerà".
 
Ma, secondo le previsioni meteo, le nevicate dovrebbero continuare fino a sabato e il vento, sulla cima, si prevede intorno agli 80-100 chilometri orari per tutti i prossimi giorni.
 
Rischia, quindi, di andare a monte anche la salita lungo l’itinerario di ripiego. E quella che doveva essere la spedizione più grandiosa degli ultimi anni, sembra destinata a chiudersi con un nulla di fatto. Ma con Urubko non si sa mai. Restiamo in attesa di ulteriori notizie.
 
 
Sara Sottocornola

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