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Alpinismo, Alta quota

Attesa al campo base dell’Everest, chiuse alcune spedizioni

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Everest campo base
Everest campo base

CAMPO BASE DELL’EVEREST, Nepal — E’ un momento di attesa al Campo base nepalese dell’Everest. Alpinisti, staff, portatori e guide aspettano infatti di capire se sarà possibile o no un accordo tra governo nepalese e sherpa, che nei giorni scorsi hanno in pratica lanciato un ultimatum per ottenere aiuti economici e riconoscimenti, condicio sine qua non per continuare a lavorare sulla montagna e permettere a chi vorrà di tentare di scalata. Nel frattempo però diversi team hanno annunciato il ritorno a casa, mentre Discovery Channel ha annullato la diretta televisiva del lancio in tuta alare che Joby Ogwyn vorrebbe provare dalla cima dell’ottomila.

Nella riunione d’emergenza tenutasi al campo base dell’Everest nei giorni scorsi, a seguito della drammatico crollo del seracco che ha ucciso 16 sherpa, era stata individuata come termine massimo il 28 aprile. Come riferiscono diversi siti, tra cui quello di Alan Arnette, entro quel giorno il governo nepalese dovrà dare una risposta alle richieste degli sherpa, e in base a quello si capirà che se la stagione primaverile potrà continuare o no sul Tetto del mondo. Fino ad allora le attività alpinistiche rimarranno ferme, anche per via dei giorni di lutto stabiliti a prescindere dagli ultimatum, in segno di rispetto per le vittime. E anche per il meteo, che nel weekend ha costretto la sospensione delle ricerche dei 3 dispersi, rientrati così nel computo delle vittime di questa epocale tragedia.

Secondo Arnette, alcuni sherpa, ma non tutti, sarebbero tornati a casa. Alcuni grandi team hanno chiuso le spedizioni: così Alpine Ascents (AAI), che nell’incidente ha perso diversi dei suoi sherpa. Il team peraltro, doveva svolgere un ruolo di supporto all’impresa in wingsuit di Joby Ogwyn, per la quale Discovery Channel ha invece deciso di sospendere tutte le riprese e annullare quindi la diretta televisiva in programma per l’11 maggio. Ogwyn probabilmente tenterà lo stesso il volo in tuta alare dalla cima dell’Everest, ma non ci sarà “il grande show” originariamente previsto.

Ieri si sono svolte le cerimonie funebri in memoria delle vittime del 18 aprile, come racconta la Nepali Mountaineering Association. Nel frattempo diversi fondi a favore delle famiglie degli sherpa morti nella valanga sono stati istituiti: tra gli altri, dall’American Alpine Club, dal Juniper Fund, dallo Sherpa Education Fund, da The Khumbu Climbing Center e dall’Himalayan Trust in New Zealand.

Stando ad Arnette, alcuni team starebbero pensando di tentare la scalata dal versante nord, in genere molto meno gettonato di quello sud dell’Everest, ma attualmente la Cina non avrebbe concesso ulteriori permessi. Pertanto, almeno ad oggi, potrà provare a salire dal lato tibetano solo chi aveva già originariamente comprato il permesso.

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