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Alpinismo, Alta quota

Everest, il giorno dopo: recuperato un altro corpo, si fermano tutte le attività alpinistiche

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Everest sud
Everest sud

UPDATED – CAMPO BASE DELL’EVEREST SUD, Nepal – Sono riprese le ricerche dei dispersi all’Everest, dove ieri mattina un distacco di ghiaccio è crollato sull’Icefall, provocando il più grande disastro della storia della montagna. Oggi sarebbe stato recuperato un altro corpo, il 13esimo, mentre rimarrebbero disperse ancora 3 persone: sono tutti nepalesi, in maggioranza sherpa. In queste ore continuano a volare gli elicotteri al campo base, dove le attività alpinistiche rimarranno bloccate per alcuni giorni: da un lato in segno di rispetto, dall’altro per permettere agli Sherpa di riattrezzare la via.

Nel giorno dopo la grande tragedia, riprendono le operazioni di ricerca e di recupero. Secondo quanto ci riferisce lo staff della Piramide dell’Everest – il Laboratorio di EvK2Cnr posto a 5050 metri di quota della montagna – gli elicotteri non cessano di fare avanti e indietro dal campo base del versante nepalese. Sebbene i collegamenti telefonici con il base siano momentaneamente in blackout, è chiaro per loro che le operazioni procedono serrate.

Secondo Alan Arnette, il giornalista e alpinista che riporta quanto accade al campo base dell’Everest, un gruppo di un centinaio di persone, che ieri prima delle valanga si trovavano oltre il campo 1, sarebbero rimaste bloccate sulla montagna. Potranno ridiscendere al campo base nel momento in cui verrà ripristinata la via, vale a dire quando verrà riattrezzato il tratto dell’Icefall spazzato via dalla valanga causata dal crollo.

Sembrano chiare infatti ormai le dinamiche dell’incidente: un crollo di ghiaccio (imprevedibile quanto sempre possibile) dalla spalla ovest dell’Everest è piombato sul tratto della crepacciata chiamato Popcorn field; blocchi grandi come case, li descrive Arnette, sono finiti sull’Icefall, laddove stavano salendo gli sherpa per attrezzare la via di salita oltre il primo campo.

In attesa che la via di salita venga ripristinata e in segno di lutto per la più grande tragedia della storia della montagna più alta del mondo, conferma The Himalayan Times, per diversi giorni le attività alpinistiche verranno interrotte. Attualmente secondo il quotidiano online, alcune decine di sherpa e di Icefall doctors starebbero già attrezzando il percorso con scalette e corde fisse, anche per permettere ai soccorritori di arrivare sul luogo del disastro. Nel frattempo dei 7 feriti, 4 sono stati portati all’ospedale di Kathmandu.

Secondo i dati del Ministero del turismo riferiti dal The Himalayan Times, questa stagione sarebbero diretti all’Everest 31 team, per un totale di oltre 300 alpinisti. Più di 500 persone sarebbero già arrivate nel Khumbu per preparare la salita della maggior parte di loro.

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