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Camosci, record di nascite sulla Majella

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L’AQUILA — Centotrè nuovi, piccoli, camosci appenninici zampettano da quest’estate tra le rupi del Parco nazionale della Majella. E l’Abruzzo festeggia orgoglioso i numerosi fiocchi rosa e azzurro, che hanno portato la popolazione totale del noto ungulato e l’hanno portata a ben 360 esemplari.

I dati sono frutto degli avvistamenti di quest’estate e segnano un netto incremento di camosci nella zona: l’anno scorso, infatti, i cuccioli nati erano 80.
 
Se si pensa che il camoscio appenninico è stato reintrodotto sulla Majella nel 1991, si comprende l’entusiasmo degli esperti per il boom di nascite di questi anni, che conferma la Majella come habitat perfetto per questi animali e la buona gestione dell’ente Parco.
 
L’ottimo adattamento sarebbe anche confermato dal fatto che diversi branchi di femmine con i loro cuccioli vanno ad abitare in zone diverse da quelle di origine, spargendosi su quasi tutto il territorio.
 
Il camoscio appennico è parente stretto del camoscio alpino: alla vista, si differenzia per qualche variazione di colore nel mantello. Si era ridotto a poche decine di unità, ma grazie ai progetti di reintroduzione gli esemplari sono aumentati. La specie, comunque, è ancora a rischio di estinzione.

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