Terminillo, stop al maxi progetto sciistico: serve una nuova valutazione ambientale
Dopo anni di attese e polemiche, il progetto per ampliare il comprensorio sciistico del Monte Terminillo si ferma ancora. La Regione Lazio ha sospeso la proroga della VIA chiedendo una nuova valutazione ambientale alla luce dei cambiamenti emersi sul territorio e della crescente rilevanza naturalistica dell’area.
La montagna è cambiata mentre il progetto è rimasto fermo. E ora anche la Regione Lazio chiede di ripartire da nuove valutazioni ambientali. Si ferma ancora il percorso del TSM2, il piano che dovrebbe rilanciare il comprensorio sciistico del Monte Terminillo attraverso la ristrutturazione e l’ampliamento degli impianti tra i comuni di Micigliano, Leonessa, Rieti e Cantalice.
La Direzione Regionale Ambiente della Regione Lazio ha infatti sospeso il procedimento relativo alla richiesta di proroga della Valutazione di Impatto Ambientale del progetto, chiedendo una nuova pronuncia di Valutazione di Incidenza ambientale alla luce dei dati emersi negli ultimi anni sul comprensorio del Terminillo.
Nel documento regionale si legge che “non è possibile confermare la validità del parere di valutazione di incidenza” espresso nel 2020 e che “il mutato quadro conoscitivo rende necessaria una nuova valutazione”. La Regione sottolinea inoltre come i nuovi dati raccolti abbiano rafforzato la rilevanza naturalistica dell’area interessata dal progetto sciistico.
Un progetto fermo ai box
Il TSM2 era riuscito a ottenere una pronuncia positiva di VIA nel gennaio 2021, dopo un lungo percorso amministrativo e giudiziario, ma nei cinque anni successivi il progetto non è mai realmente partito. La Provincia di Rieti aveva quindi richiesto una proroga dei termini di efficacia della valutazione ambientale, ma il procedimento è stato ora congelato in attesa di nuove verifiche.
Al centro della vicenda c’è soprattutto il cambiamento del quadro ambientale del Terminillo. Nella comunicazione della Regione si parla infatti di “nuovi dati” e di “elaborazioni cartografiche” che evidenzierebbero la presenza di habitat e aree di forte interesse naturalistico coinvolte dagli interventi previsti dal progetto. Una situazione che rende necessaria una nuova analisi secondo le linee guida regionali aggiornate nel 2022.
Festeggiano gli ambientalisti
La decisione è stata accolta con soddisfazione dalle associazioni ambientaliste che negli anni si sono opposte al progetto. WWF Lazio, Salviamo l’Orso e Mountain Wilderness parlano di “un progetto fuori tempo, inutile e dannoso” e sostengono che la vicenda dimostri come il problema non siano stati i ricorsi, ma la fragilità stessa del piano di sviluppo immaginato per il Terminillo.
Nel comunicato diffuso dalle associazioni viene richiamato anche il tema della crisi climatica e della progressiva riduzione dell’innevamento. Secondo i dati del Centro Meteorologico Appenninico “Carlo Jucci”, tra il 1999 e il 2019 le giornate con neve al suolo sul Terminillo sarebbero diminuite da 160 a 78, con una perdita media di quattro giornate sciabili all’anno.
Gli ambientalisti vedono nella decisione della Regione un segnale importante anche per il futuro della montagna appenninica. Nel loro comunicato sostengono infatti che il Terminillo dovrebbe puntare su “forme di fruizione contemporanee capaci di sostenere uno sviluppo diffuso, locale, permanente e condiviso”, basato sulla tutela delle risorse ambientali e della biodiversità.
Dopo quasi vent’anni dalla nascita del progetto, il futuro del TSM2 torna quindi nuovamente in discussione. E il nodo resta sempre lo stesso: quale modello di sviluppo può avere oggi una stazione sciistica dell’Appennino centrale in un contesto climatico e ambientale che continua a cambiare rapidamente?




