Alpinismo

Babanov parte con Kofanov per lo Jannu

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MOSCA — Niente più canadesi, soltanto russi. Valery Babanov, dopo la cocente scottatura in Karakorum dove non ha nemmeno potuto mettere le mani sulla roccia perchè il suo compagno di cordata "non se la sentiva più", riparte alla volta del Nepal. Obiettivo: via nuova in stile alpino sulla Nord dello Jannu con il connazionale Sergey Kofanov: la guida che ha salvato il bergamasco Marco Epis la primavera scorsa sull’Everest.

Un obiettivo ambizioso. L’imperiosa e strapiombante parete Nord dello Jannu – 7.710 metri, splendido contrafforte del Kanchenjonga – è stata salita, nella storia, soltanto una volta. E’ accaduto nel 2004, ad opera di un team russo guidato da Alexander Odintsov, con una scalata che ha fatto il giro del mondo ottenendo plauso e meraviglia da esperti d’alpinismo e non.
 
Ora, Babanov vuole aprire un altro itinerario sulla stessa parete. "Non voglio salire dalla Diretta di Odintsov – ha spiegato a Explorersweb – semplicemente perchè è già stata fatta. Quando saremo al campo base, io e Sergey decideremo la linea da seguire e poi tenteremo la vetta".
 
Babanov, nel mese di maggio, era partito con il canadese Patrick Delaney per scalare due pareti inviolate: il Kunyang Chhish East (7400 metri d’altezza) e il Pumari Chhish South (7350 metri). Ma all’attacco della parete Delaney si è rifiutato di scalare.
 
Babanov, originario della Siberia, ha vinto il Piolet d’or nel 2002 per la prima salita sul Meru Central (Garwal Himalaya) in solitaria, e nel 2003 per la via nuova aperta insieme a Yuri Koshelenko sul pilastro Sud del Nuptse East. E’ un portabandiera dell’alpinismo esplorativo e delle salite in stile alpino.
 
Sergey Kofanov, 29 anni, è una guida delle spedizioni commerciali "7 summits club" organizzate da Alex Abramov. Laureato in Fisica all’Università degli Urali, ha esperienza pluriennale nelle spedizioni in alta quota ed è uno degli atleti più in vista del mondo alpinistico russo. La primavera scorsa, durante la salita sulla Nord dell’Everest, ha trovato Marco Epis, agonizzante, a quota 8.300 metri. Lo ha soccorso e portato ai campi bassi, salvandogli la vita.
 
Sara Sottocornola

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