Alpinismo

K2 Ovest: salvataggio in alta quota

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ISLAMABAD, Pakistan — Uno degli alpinisti russi impegnati ad aprire la nuova linea sulla Ovest del K2 è stato colpito da edema mentre si trovava ai campi alti. L’operazione di soccorso è durata ben tre giorni. Ma alla fine si è conclusa con successo.

Vitaly Ivanov si è sentito male domenica all’altezza di campo 4. Il gruppo guidato da Sokolov, di cui faceva parte, si stava abbassando di quota per le cattive condizioni meteo: neve e forti raffiche di vento gelido.
 
Il suo compagno di cordata, Eugeny Vinogradsky, ha chiesto aiuto via radio e gli altri alpinisti russi che si trovavano sulla parete sono subito saliti per soccorrere il compagno portando una bombola d’ossigeno e dei medicinali.
 
A campo 3 sono riusciti a somministrargli le prime cure. Era già notte, e il gruppo ha dovuto pernottare lì. Il giorno dopo ha proseguito la discesa, nonostante la bufera, e a raggiungere il campo base avanzato dove nel frattempo erano saliti il medico della spedizione e altri compagni che si sarebbero occupati di farlo scendere fino al base.
 
Lo hanno fatto la mattina dopo, grazie ad una portantina usata come slitta sui tratti pianeggianti del ghiacciaio. Una volta a bassa quota, Ivanov si è sentito meglio ed è stato in grado di fare qualche passo, necessario per superare le zone crepacciate.
 
Questa mattina Ivanov è stato trasportato a Skardu in elicottero, insieme al cameraman Vladimir Kochurov, e verrà presto ricoverato in ospedale.
 
Intanto la mega-spedizione guidata da Victor Kozlov continua, sempre seguendo la strategia delle squadre alternate di quattro alpinisti ciascuna. Una tattica che ha permesso ai russi di proseguire verso l’alto nonostante il tempo instabile degli ultimi giorni.
 
Sara Sottocornola

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