Alpinismo

Nanga Parbat, trio slavo in vetta

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ISLAMABAD, Pakistan — La vetta è raggiunta, anche se il blitz programmato ha subito qualche ritardo. Ieri Piotr Morawski, Peter Hamor e Josef "Dodo" Kopold (nella foto) hanno salito il Nanga Parbat (8.125 metri) da versante Diamir, dopo tre giorni di estenuante attesa al campo 4, in preda ad una forte bufera e ai morsi della fame.

Il trio slavo (Hamor e Kopold sono slovacchi, Morawski è polacco) era arrivato al campo base il 26 giugno scorso, e dopo pochi giorni aveva già cercato la vetta.
 
Il maltempo, però, aveva costretto gli alpinisti a ripiegare e ad attendere alcuni giorni: il vento in quota e le precipitazioni non permettevano di salire nella parte alta della montagna.
 
Giovedì scorso finalmente previsioni di miglioramento. I tre alpinisti sono ripartiti per la cima, ansiosi di chiudere questo "allenamento" sul Nanga Parbat in vista dell’ambizioso obiettivo di aprire una via nuova sull’inviolata parete ovest del K2.
 
Ma la bufera li ha sorpresi a campo 4. Loro hanno tenuto duro, volevano la vetta senza dover riorganizzare un altro tentativo dal campo base. E hanno passato tre giorni infernali, tormentati dalla fame oltre che dal meteo avverso.
 
Non avevano previsto, infatti, una permanenza così lunga nella parte alta della montagna. Ma, confidando nelle previsioni che volevano presto un miglioramento del tempo, la determinazione ha vinto sulla fame e hanno resistito razionando il poco cibo che avevano.
 
Sembra che venerdì Kopold abbia mangiato solo una fetta di salame. Sabato i tre hanno dato fondo alle scorte. E domenica hanno raccolto tutte le energie per tentare la cima, che poi è stata raggiunta alle 13.38 ora locale.
 
La salita è stata lunga e faticosa. Il sereno era tornato, ma il vento continuava a spirare forte. E i tre alpinisti hanno dovuto batter traccia nella neve fresca: solo venerdì ne erano caduti 20 centimetri.
 
Ma per fortuna è andata bene e ora il trio, dopo aver riposato a campo 4 durante la notte, sta ritornando al campo base. Tra pochi giorni si trasferirà sotto la parete ovest del K2.
Sara Sottocornola

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