AlpinismoAlta quota

Lhotse, gli italiani tornano a casa

Partenza Periche (Photo lhotseskichallenge.com)
Partenza Periche (Photo lhotseskichallenge.com)

KATHMANDU, Nepal — “Viste le condizioni della montagna e le previsioni pessime, ho deciso che si torna a casa. Non era mai successo che in un mese di permanenza qui al campo base, non si riuscisse ad arrivare al campo 2”. Così Edmond Joyeusaz annuncia il rientro in Italia della sua spedizione al Lhotse, che assieme a Federico Colli avrebbe voluto salire senza ossigeno e scendere sciando.

Edmond Joyeusaz, Guida alpina di Courmayeur, maestro e allenatore federale di sci alpino, e Federico Colli, maestro e allenatore federale di sci alpino, sono arrivati al campo base di Everest e Lhotse intorno alla metà di settembre. Nei giorni successivi hanno salito l’Icefall e raggiunto il campo 1, a 6100 metri, ma più avanti di così non sono andati.

“Neve fonda e vento hanno condizionato fortemente la nostra progressione che è stata faticosissima – riepiloga infatti Joyeusaz, che in Himalaya ha compiuto diverse spedizioni e salito lo Shisha Pangma, che ha poi sceso con gli sci -. Abbiamo fatto il possibile, di più non era accettabile, i pericoli di valanghe era talmente evidente che sarebbe stato da incoscienti voler sfidare la montagna oltre. Se il pericolo fosse stato circoscritto ad una sola  parte dell’itinerario come spesso accade, avremmo potuto esporci, ma, da c2 in avanti saremmo stati costantemente esposti a pendii che non ricordo aver mai visto prima d’ora così carichi di neve; saremmo stati circondati da montagne con oltre duemila metri di dislivello che in qualsiasi momento avrebbero potuto scaricarsi su di noi”.

Federico Colli con gli sci sull'Icefall (photo lhotseskichallenge.com)
Federico Colli con gli sci tra campo 1 e campo base (photo lhotseskichallenge.com)

Nell’ultimo spostamento tra campo 1 e campo base Federico Colli ha voluto inforcare gli sci, con cui ha sceso l’icefall. Secondo quanto riferito dai due, prima di lui aveva fatto lo stesso solo lo sloveno Davo Karnicar, famoso per aver compiuto la prima discesa dalla cima dell’Everest nel 2000.

“Rispetto allo sloveno che superò l’Ice Fall tutto sulla sinistra – racconta Colli -, io ho preferito sciare una nuova linea in centro all’Ice Fall, più diretta ma anche maggiormente crepacciata. La parte sinistra ritengo sia troppo un pendio sotto valanga in questi giorni”.

In base al suo racconto, Colli avrebbe tolto gli sci nella parte alta centrale dell’Icefall, chiamata “popcorn”: li avrebbe tolti per superare un crepaccio che il team coreano di stanza al Lhotse, aveva attrezzato con 6 scale di fila da 2,5 metri ciascuna.

Federico Colli con gli sci sull'Icefall (photo lhotseskichallenge.com)
Federico Colli con gli sci sull’Icefall (photo lhotseskichallenge.com)

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