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Aprica, le mucche sfilano vestite a festa nel giorno della transumanza

Festa della Transumanza, Aprica (Foto A. Stefanini)
Festa della Transumanza, Aprica (Foto A. Stefanini)

APRICA — Un tempo e un clima splendidi hanno ripagato le centinaia di persone che ai bordi delle strade di Aprica hanno atteso ieri l’arrivo in paese delle belle mucche scese dai monti dopo la permanenza di due mesi in alpeggio. Fiere del loro pelo da montagna, dei loro trofei floreali e dei campanacci, più di trenta brune alpine hanno sfilato per Via Magnolta, Corso Europa, Via Ospitale e poi Via Adamello, approdando finalmente nel bel prato col fieno agostano maturo ad esse riservato al centro dei Campetti. Precedevano il rumoroso corteo due pastorelli in erba e, subito dietro, il decano dei malgari Franco Corvi, il presidente degli allevatori Achille Bozzi e il sindaco Carla Cioccarelli.

Tutti erano muniti di una gianèta (bastone da pastore) personalizzata nuova fiammante, realizzata da Giovanni da Erbanno, donata per l’occasione dall’associazione ai rappresentanti dell’ente pubblico e a pochissimi altri, tra cui il vicesindaco Bruno Corvi.

Diverse centinaia i turisti presenti, curiosi di vedere lo spettacolo agreste e di accarezzare i possenti e placidi animali simbolo della zootecnia montana. Curiosi anche, però, di assaporare il pranzo proposto dall’Associazione Allevatori, con polenta accompagnata da spezzatino e funghi, oltre a formaggio, vino, torta e quadretti di mortadella. Diverse centinaia sono stati i pasti serviti sotto la tensostruttura montata in zona Alpe Vago. Preceduta dalla presentazione della festa dallo speaker Edoardo Cioccarelli, la signora sindaco ha salutato gli allevatori e i turisti presenti, ricordando che è grazie anche a chi si dedica da sempre all’atività della zootecnia e del pascolo se il territorio di cui tutti possiamo godere i frutti continua ad essere ben mantenuto e fruibile. “Settanta anni fa i nostri nonni lottavano per i pascoli e le malghe e oggi noi ne possiamo disporre per le attività ludiche e sportive o la raccolta dei frutti che il sottobosco ci regala generosamente. Quello di chi continua la tradizione della monticazione e delle malghe è un lavoro eroico ed è augurabile che si rendano conto della fatica di tutti noi montanari di preservare il territorio i rappresentanti degli enti superiori.”

Nel pomeriggio molti hanno poi assistito alla mungitura e hanno potuto assaggiare la cadólca (o cadórcla): latte
appena munto, vino e zucchero.

Appuntamento alla fiera del bestiame il 19 settembre, sempre sui prati dei Campetti.

 

 

Antonio Stefanini

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