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Daniele Nardi: un libro, la Charakusa Valley e di nuovo il Nanga Parbat d'inverno

Daniele Nardi (Photo Daniele Nardi)
Daniele Nardi (Photo Daniele Nardi)

SEZZE, Latina — Una vacanza alpinistica nella Charakusa Valley nel prossimo agosto, e poi a dicembre di nuovo al Nanga Parbat. Questi i progetti di Daniele Nardi che in attesa di ripartire per il Pakistan, in versione estiva e poi invernale, pubblica un libro scritto a quattro mani con Dario Ricci: si intitola “In vetta al mondo” ed è un dialogo tra gli autori che riflettono insieme di alpinismo e di vita. Domani 19 giugno sarà alla libreria Feltrinelli di Latina a presentarlo.

“L’ho detto quando ero a Milano alla presentazione del mio libro: non ho ancora programmato niente, non è stato un vero e proprio annuncio, ma l’intenzione ce l’ho ed è quella di riprovare il Nanga Parbat d’inverno. Prima però vado in vacanza, torno nella Charakusa Valley”. Parla così Daniele Nardi dei suoi progetti alpinistici per i mesi a venire. In ordine di tempo il viaggio in Charakusa, dove andrà con Marcello Sanguineti e l’alpinista cileno Andres Zegers: obiettivi precisi non ne hanno al momento, anche se Nardi non nasconde di avere in mente diverse pareti, come quella del K7 West e del Farol West.

“Vado in Charakusa il 30 luglio – dice l’alpinista di Sezze -. Ho delle linee in testa, essendoci già stato in quella valle, ma questo viaggio vuole essere una vacanza, quindi partiamo per scalare, saliamo in stile alpino, leggeri e senza troppe idee”.

Intanto domani alle 18.30 sarà a Latina in via Diaz 10, alla libreria Feltrinelli a presentare il suo nuovo libro “In vetta al mondo”, scritto insieme a Dario Ricci e pubblicato da Infinito Edizioni. Alla presentazione sarà presente Ilaria Molinari, campionessa Italiana di apnea in assetto costante che ha scritto la prefazione del volume. “Il titolo è una provocazione – dice Nardi  – perchè tante volte in vetta non ci sono arrivato. Quello che vorrei sottolineare in realtà è che la vetta, la meta è il viaggio, le esperienze che vivi”.

“In vetta al mondo” nell’idea dell’autore vorrebbe essere una riflessione sull’alpinismo, che racconta degli esordi e di spedizioni riportando il punto di vista di entrambi gli scrittori. C’è il mare, l’apnea, la vita in pianura e poi gli ottomila, compreso il Nanga Parbat naturalmente, e il desiderio di Nardi di spedizioni invernali che vadano nella direzione dello stile leggero.

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Un commento

  1. Bhe! qualche montagna l’hai scalata!!! Everest, Shisha Pangma, Nanga Parbat e Broad Peack in un mese e mezzo, l’Aconcagua per la diretta dei polacchi in solitaria, il K2!!! e poi salite su vie nuove in Pakistan! e l’audacia di provare il Nanga Parbat in Stile Alpino su una via nuova??? ed arrivare a completare lo sperone Mummery??? troppo audace!

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