AlpinismoAlta quota

Everest, Rampini: non avevo bisogno di quel soccorso

Everest-Nord-Photo-www.ferranlatorre.com_
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BERGAMO — Su richiesta del Sig. Luigi Rampini, coinvolto in un’operazione di soccorso sulla Nord dell’Everest la primavera scorsa,  pubblichiamo la seguente dichiarazione, contenente la versione dei fatti di Rampini in riferimento ai fatti accaduti in quota e raccontati nell’articolo di Montagna.tv “Everest Nord: è vivo l’italiano dato per disperso sulla Nord”.

“A partire dalla sera del 19 maggio, mi trovavo nella mia tenda al campo 3 (8.300m) in buona salute, senza pericolo, aspettando di salire la cima dell’Everest al diminuire della forza del vento e solo poiché il mio sherpa , quantunque da me invitato a restare nella mia tenda nell’attesa di salire la cima, il 20 maggio mi abbandonò per scendere al campo base avanzato (6.450m).

Poi, la sera del 21 maggio scesi da solo al campo 2 (7.700m) per ristorarmi nell’attesa del placarsi del vento. Io non ero né disperso né mi sono rifiutato di scendere (al campo 3 – 8.300m – ero l’unico presente e i miei compagni occasionali di viaggio – Latorre, ecc. – erano tutti al campo base avanzato 6.450m per cui non conoscevano la mia situazione se non facendo supposizioni sulla base di una notizia infondata) né, tanto meno, ho chiesto aiuto o soccorso.

Più avanti, il 22 maggio arrivai al colle nord (campo 1 – 7.077m) alla sera ed essendo stanco, affamato e assetato volevo dormire nella mia tenda per poi l’indomani con la luce del sole scendere all’ABC (6.450m), ma i soccorritori (da me inattesi e da me non chiamati) mi fecero scendere  subito (di notte) con loro, benché io non lo volessi”.

(Luigi Rampini)

 

Links: Everest Nord: è vivo l’italiano dato per disperso sulla Nord

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