Trail running

Tor de Geants, al via l’endurance trail più duro del mondo

Tor de Geants (Photo courtesy www.tordesgeants.it)
Tor de Geants (Photo courtesy www.tordesgeants.it)

COURMAYEUR, Aosta — Tutto è pronto in Valle d’Aosta per la terza edizione del Tor de Geants. Gli eroi dell’endurance trail più duro al mondo si sfideranno nel cuore dei 4 giganti delle Alpi dal 9 al 16 settembre: i 600 atleti al via compieranno un percorso tra Monte Bianco, Gran Paradiso, Monte Rosa e Cervino, per un totale di 330 chilometri e 24.000 metri di dislivello. I titanici corridori provengono da 26 nazioni per una corsa aldilà di ogni limite, che abbracciare l’intera regione per una settimana.

Come prepararsi ad una corsa di 330 chilometri? Correndo molto, certo, ma anche preparandosi mentalmente alla fatica, al sonno perduto, alla stanchezza, ai paesaggi mozzafiato, alla sensazione di libertà inarrestabile, alla soddisfazione impagabile di diventare un finisher 2012. Mancano solo due giorni alla terza edizione del Tor des Géants e i 600 partecipanti stanno cominciando a scaldarsi in attesa di ritrovarsi alla linea di partenza, il 9 settembre alle ore 10 a Courmayeur.

Davanti a loro, un percorso che tocca tutti i quattro giganti delle Alpi, il Monte Bianco, il Gran Paradiso, il Monte Rosa e il Cervino,  e che vanta numeri record: 330 chilometri, 24.000 metri di dislivello, 25 passi a oltre 2000 metri e 150 ore di tempo massimo, poco meno di una settimana. Il tutto in semi autonomia, secondo regolamento, zaino in spalla e abbigliamento contro il freddo, perché si va oltre i duemila metri.

Le due nazioni con più iscritti sono l’Italia (47% dei partecipanti) e la Francia (26%). Al 3° e 4° posto troviamo la Spagna (7%) e il Giappone (3%). Gli altri paesi partecipanti sono Andorra, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Cina, Canada, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Singapore, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e Ungheria. Le iscrizioni alla 3a edizione si sono chiuse dopo appena 27 minuti, segno dell’attenzione tributata a questo appuntamento sia dai professionisti che dagli appassionati. Sorprende la variabilità dell’età dei partecipanti: il concorrente più giovane è il vincitore dell’edizione 2011, Jules-Henri Gabioud, 24 anni, mentre il più anziano, Angelo Gandini, ha 73 anni, e aspira a battere il record segnato l’anno scorso dal settantenne Yves Meurgey, uno dei finisher.

Per essere uno dei finishers, occorrono pazienza, grinta, capacità di gestire le proprie forze, e queste qualità non dipendono dal genere sessuale, né dall’età né tanto meno dalla professione. Chi pensa sia un’esperienza riservata ai soli uomini, si sbaglia di grosso: le donne in gara sono 63, più di una partecipante su dieci. La ricerca del limite da superare, l’immersione nella natura selvaggia, il gusto della performance collettiva, l’internazionalità del contesto rendono il Tor des Géants un’esperienza a tutto tondo, particolarmente adatta ad essere raccontata attraverso i nuovi media.

L’endurance trail, oltre a rappresentare una sfida sportiva, affascina il mondo della scienza, ed è diventato terreno fertile per una serie di studi in ambito medico. Per questo motivo il Tor des Géants sarà oggetto di un’approfondita ricerca scientifica portata avanti da un pool di università internazionali, guidati da Pietro Trabucchi, psicologo e motivational coach, autore di Perseverare è umano (Edizioni Corbaccio), un libro che partendo dalla ricerca effettuata durante il Tor 2011 spiega il concetto di resilienza, sostenendo come l’essere umano abbia la potenzialità mentale e fisica per superare continuamente i propri limiti. Inoltre, la partenza della terza edizione sarà anticipata dal convegno “Dire e fare Tor”, sabato 8 settembre, alle ore 17 al Jardin de l’Ange, a Courmayeur, durante il quale si discuterà, tra le altre cose, della corretta alimentazione in gara e delle metodologie di allenamento.

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