Alpinismo

Ragni: Mermoz addio, Piergiorgio avanti

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EL CHALTEN, Patagonia — Nulla di fatto sulla Mermoz: domani la spedizione dei Ragni rientra in Italia senza aver potuto nemmeno toccare la parete, a causa del maltempo. Prosegue, invece, l’avventura di Giovanni Ongaro, Hervè Barmasse, Matteo Bernasconi, Cristian Brenna e Mariolino Conti sul Cerro Pergiorgio.

Adriano Selva, Simone Pedeferri e Dante Barlascini non sono riusciti nemmeno a fare un tiro sull’Aguja Mermoz. L’agognata finestra di bel tempo non è mai arrivata e la loro spedizione non ha avuto scampo. Domani, rientreranno in Italia insieme a Daniele Bianchi e al Presidente dei Ragni di Lecco Alberto Pirovano.
 
"Noi restiamo – racconta Barmasse -. Il nostro rientro è spostato al 3 marzo ma se dovesse essere necessario, resteremo anche di più".
 
Durante le scorse settimane, i ragazzi del Piergiorgio sono invece riusciti a fare almeno due tiri della via di Casimiro Ferrari che stanno tentando di completare sulla parete Nordovest della montagna, alta quasi mille metri. Due tiri di artificiale, fatti col brutto tempo. Ma che, insieme a delle previsioni benevole per il weekend, hanno dato speranza alla spedizione.
 
"Ora siamo tornati su – prosegue Barmasse – e abbiamo fatto altri 3 tiri, in totale 200 metri di via. oggi torniamo alla Piedra del Fraile e poi di nuovo sotto la parete, perchè sabato e domenica chiamano bel tempo e vogliamo sfruttare la finestra".
 
Ogni minuto, in Patagonia, è prezioso per scalare. Ma sulla Via Ferrari, il tempo sembra essere quasi inestimabile. "La via è molto diversa da Gringos Locos, che avevo percorso in parte l’anno scorso con la spedizione di Up Project – spiega Barmasse -. Questa è meno arrampicabile, si deve salire tutta in artificiale e la progressione diventa inesorabilmente più lenta".
 
"Senza contare che rispetto all’epoca di Ferrari sono venute via tante lame – prosegue l’alpinista valdostano – e i muri in questa prima parte di via sono assolutamente lisci. Dopo la metà parete, però, dovrebbe essere più arrampicabile e dovrevmmo diventare più veloci".
 
Nel frattempo, in Patagonia, succede di tutto. Oltre alla rissa sul Cerro Torre, di cui abbiamo dato notizia poco fa, c’è un’attività alpinistica in grande fermento. "Alex Huber ha aperto una via nuova sulla Aguja Desmochada (2650 metri) – racconta Barmasse -. Elio orlandi, Rolando Larcher e Fabio Leoni una nuova via nelle Torri del Paine. Abbiamo conosciuto Tomaz Jakofcic e Grega Lacen, gli sloveni che hanno aperto la variante sulla Nord del Fitz Roy. Jakofcic ha perso un dito per congelamento… ma non è il primo!"
 
Sara Sottocornola

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