AlpinismoAlta quota

Carlos Soria e compagni travolti da una valanga all’Annapurna

Carlos Soria pochi minuti dopo la valanga (Photo courtesy facebook - Carlo Soria)
Carlos Soria pochi minuti dopo la valanga (Photo courtesy facebook - Carlo Soria)

KATHMANDU, Nepal — Due valanghe si sono staccate ieri sul versante nord dell’Annapurna. La prima è scesa nella notte tra mercoledì e giovedì intorno a campo 3, la seconda si è staccata mentre Carlos Soria, Tente Lagunilla e i loro 4 Sherpa scendevano verso il campo 1, travolgendoli in pieno. Fortunatamente non ci sarebbero feriti: né nel gruppo degli spagnoli, né nelle altre spedizioni che si trovano sul temibile colosso himalayano.

Le valanghe all’Annapurna sono il nemico numero uno. Lo diceva Carlos Soria nei dispacci precedenti al tentativo di vetta di questa settimana, lo dicono moltissimi alpinisti e lo dicono i fatti: secondo gli archivi di Miss Hawley il 54 per cento degli alpinisti deceduti su questo ottomila è morto sotto slavina. L’ultimo caso illustre è quello del coreano Mr Park, scomparso l’ottobre scorso sul versante sud.

Carlos Soria, Tente Lagunilla e i loro quattro Sherpa sono scampati a due valanghe ieri. La prima si è staccata nella notte tra mercoledì e giovedì a campo 3, mentre gli alpinisti si trovavano a 6400 metri del versante nord. “La seconda li ha raggiunti poco prima di campo 1 – ha comunicato il team spagnolo secondo quanto riferisce  Explorersweb -, travolgendoli in pieno durante la discesa, dove il cammino sembrava essere più facile”. Quest’ultima slavina è scesa a 5500 metri: gli alpinisti sono usciti indenni dalla neve e hanno trascorso la notte al primo campo alto, dove dovrebbe averli raggiunti anche il medico della spedizione, andato loro incontro dal campo base.

Conferme positive arrivano anche da Don Bowie, l’alpinista canadese all’Annapurna con una spedizione indipendente, anch’egli in salita verso campo 3 nei giorni scorsi. “Don ha telefonato e ha detto di essere a campo 2 – si legge sul suo blog -, dove è sceso dopo aver trascorso due notti a campo 3. Le condizioni meteo degli ultimi due giorni non sono state buone, così ha deciso di tornare al campo base oggi. Ha raccontato che ci sono state alcune valanghe sulla montagna e che la sua tenda a campo 3 è andata distrutta, ma ha anche detto che nessuno è rimasto ferito”.

Nei prossimi giorni, con una nuova finestra di bel tempo, gli scalatori proveranno a sferrare un nuovo attacco alla vetta.

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