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Scialpinismo, il ct azzurro alza la voce

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BERGAMO — "I motivi della protesta sono giusti, ma per ottenere qualcosa bisogna essere costruttivi, e non ridursi a dei boicottaggi". Con queste parole il commissario tecnico della nazionale azzurra di scialpinismo, Adriano Greco, ha commentato la protesta dei campionissimi Guido Giacomelli e Patrick Blanc, che hanno disertato la prima gara di Coppa del Mondo contro la cattiva organizzazione delle competizioni internazionali.

Greco, Giacomelli è l’atleta di punta della nazionale italiana. Cosa pensa della sua scelta di disertare la Coppa del Mondo?
Dispiace. Perchè nonostante i motivi della protesta siano comunque leciti, quell’atteggiamento mi è sembrato  distruttivo, più che costruttivo. Disertare la gara è stato un po’ come andare contro lo sport che gli sta dando molto e chi ha cercato, con passione e senza interessi personali, di farlo crescere. Anche noi, io in prima persona, ci stiamo battendo per migliorare le cose nel complicato mondo dello scialpinismo, ma non è facile. Sarebbe stato giusto pensare di più ai traguardi ottenuti finora, con tanta fatica e tante lotte, che peraltro hanno permesso anche a lui di arrivare a certi livelli.
 
Qual era l’alternativa secondo lei?
Non posso dire io quello che deve fare. So però che un vero campione guarda sempre al futuro e non fa colpi di testa. Penso allo svizzero Rico Helmer che, dopo i fasti passati, ora è allenatore della nazionale. O anche, più in piccolo, a Dennis Brunod, che è venuto in Francia, ha vinto la gara e poi davanti alle telecamere ha parlato delle cose che non vanno.
 
Anche il campionissimo francese Patrick Blanc, però, ha optato per il boicottaggio
E’ vero. Ma vorrei anche dire che Blanc, a inizio stagione, non è mai in forma e questa rinuncia lo compromette fino ad un certo punto. Guido invece è in ottime condizioni.
  
All’origine della protesta c’era anche la nuova norma che impone 900 grammi di peso agli scarponi da gara?
Sì. Sono anni che si discute sulla questione, perchè i francesi usano da anni gli scarponi in carbonio che pesano parecchi etti in meno degli altri. Gli svizzeri e i tedeschi hanno protestato formalmente ed è saltata fuori questa norma assurda, che peraltro va anche contro tutti i pareri della commissione tecnica di cui faccio parte. Brunod è uno dei più penalizzati, perchè è minuto e ha un piede piccolo. Ha protestato anche lui, ma in modo diverso.
 
Un altro motivo di protesta era la scarsa qualità delle gare organizzate all’estero.
Guido ha ragione, ma il problema è che per la coppa del mondo ci sono poche candidature. Lo scialpinismo è ancora uno sport emergente. In Italia siamo bravi ad organizzarle, all’estero meno. Ma una Coppa del Mondo non può svolgersi solo in Italia e, allora, delle candidature estere spesso si prende quello che c’è. Certo, oltreconfine ci sono grosse gare come la Pierra Menta, ma si tratta di gare con grande tradizione e fascino che non hanno bisogno di inserirsi nella Coppa dell’International Sky Mountaineering Council (Coppa del Mondo).
 
Non è solo colpa delle istituzioni allora…
Certo che no. Ci sono anche gli organizzatori che fanno i loro interessi, gli allenatori di altre squadre che non dicono mai nulla. La struttura è macchinosa, complicata, a volte assurda, ma non possiamo prescinderne. Per questo dobbiamo lavorare insieme per cambiarla in meglio. E lo dice uno che di lotte ne ha fatte, che ha sbattuto la testa molte volte contro il muro, ma che qualcosina, ogni tanto, riesce a portare a casa.
 
Come giudica la Fisi e la sua – molto criticata – maniera di gestire lo scialpinismo?
La Fisi ha i suoi problemi e lo scialpinismo purtroppo è pure l’ultimo dei suoi interessi. Per fare un esempio, fino a tre giorni prima della gara non sapevo nemmeno con sicurezza se ci avrebbero finanziato la trasferta sui Pirenei per la Trace Catalane. Ovvio che le cose vanno cambiate, ma per ora ci dobbiamo accontentare e soprattutto cercare di costruire sulle basi che abbiamo, sperando di allargarle.
 
Pensa che la nazionale dovrà rinunciare a Giacomelli per tutta la stagione?
La nazionale ha molti atleti forti e preparati, come Lunger, Brunod e molti altri. Ma Guido è la nostra punta di diamante e spero che rientri presto. Potrebbe ancora vincere la Coppa senza problemi. Ad Albosaggia dovrebbe esserci, anche se per ora ha dichiarato soltanto che ci sarà come Sci Club. Dato che si tratta di una gara a coppie, spero che ci ripensi e gareggi anche come nazionale.
 
Sara Sottocornola

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