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Sci alpinismo escluso da Olimpiadi 2014

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KWAIT CITY, Kwait — Doccia fredda per atleti e tecnici dello sci alpinismo. Il Comitato Olimpico Internazionale, riunito ieri nella capitale del Kuwait, ha deciso di escludere questa specialità dai Giochi Olimpici del 2014. Un traguardo importante, che avrebbe potuto rappresentare una svolta nel futuro dello sci alpinismo.

Non ci sono dettagli che spieghino o giustifichino questa pesante estromissione. Ma è certo che la responsabilità principale sia da ricercare nella scarsa chiarezza e capacità con cui questo sport viene gestito dalle federazioni nazionali e internazionali.
 
L’impegno profuso dalla Federazione Internazionale Ismc (International Sky Mountaineering Council) nel promuovere l’inserimento dello scialpinismo nei Giochi Olimpici non è stato sufficientemente supportato dalle Federazioni Nazionali più importanti.
 
In Francia, la gestione dello scialpinismo è oggetto di una continua lotta tra il Club Alpin Francais e la Ffme (Fédération française de la montagne et de l’escalade). In Italia, la Fisi (Federazione Italiana Sport Invernali) ha già dimostrato da tempo poco interesse e scarsa capacità di gestione. In Svizzera, lo scialpinismo è ancora gestito dal Club Alpino Elvetico quando da tempo dovrebbe occuparsene la Federazione che gestisce lo sci alpino. Di certo, ha pesato anche il fatto che la stessa Ismc non è parte della International Ski Federation (Fis), ma dell’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche).
 
E ora? Non resta che concentrare le forze per far crescere ancora lo scialpinismo attraverso una buona gestione della Coppa del Mondo, rendendola appetibile ai media. Un fatto troppo trascurato da una gestione piuttosto miope della Federazione internazionale.
 
Finora, solo alcune gare italiane, più e le francesi Pierra Menta e Patrouille des Glaciers, sono riuscite ad interessare giornali e TV. L’obiettivo, ora, dev’essere quello di promuovere un Circuito Internazionale, forse staccato dalla Ismc. Per esempio, il Trophée de Alps, inventato da Alta Valtellina Ski Race, Pierra Menta e Tour du Rutor.
 
Potrebbe essere interessante anche parlare anche di una gestione nazionale dello sci alpinismo “extra Fisi”, che punti sull’alto numero di tesserati e sullo scarso riconoscimento economico da parte della Fisi stessa. Da tempo, nell’ambiente dello scialpinismo, si vocifera su questa possibilità. Ora che l’obiettivo olimpico si è allontanato, potrebbe essere il caso di affrontare la questione a viso aperto: i migliori tecnici, atleti ed organizzatori dovrebbero incontrarsi per parlare di un futuro autonomo e indipendente dal fardello di una Federazione come la Fisi che "succhia" 27,50 euro per ognuno dei circa 10.000 tesserati e ne restituisce, per l’attività agonistica, sì e no 50.000.
 
Il silenzioso malumore che da due stagioni serpeggia nell’ambiente potrebbe ora uscire allo scoperto e trasformarsi in una opportunità sportiva e commerciale per promuovere e rilanciare uno sport che, dalla sua parte, ha dei numeri molto importanti.
 
 
 
Luca Salini

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