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Frane e straripamenti: il centro nord sferzato dal maltempo

Tra Arzignano e Chiampo (Luigi Rossetto - La Repubblica)
Tra Arzignano e Chiampo (Photo Luigi Rossetto - La Repubblica)

BERGAMO — Frane, esondazioni, strade chiuse e case allagate. La pioggia torrenziale che da tre giorni si abbatte sul centro nord della Penisola ha provocato, oltre ai 3 morti di Massa, in Toscana, dissesti idrologici e non pochi problemi alle abitazioni e alla circolazione. L’emergenza è ancora in corso, ma da stasera la perturbazione dovrebbe spostarsi a sud.

Il maltempo ha interessato tutto il centro e il nord Italia, e dalle Alpi alla pianura le precipitazioni hanno caratterizzato il weekend lungo appena concluso. I fiumi sono straripati ovunque, nelle città come fuori, mentre dai monti sono scese frane, che sull’Appennino toscano hanno provocato la morte di tre persone, madre e figlio piccolo e un camionista di 45 anni. In montagna la neve è scesa oltre i 2000 metri, dalla Valle d’Aosta alla Lombardia, al Trentino Alto Adige e al Veneto, mentre a quote più basse le temperature alte hanno portato pioggia abbondante.

Forse la situazione peggiore si registra nel Nordest. In Veneto le più colpite sono state le province di Verona, Vicenza e Padova: le piogge incessanti hanno infatti fatto straripare diversi fiumi, tra cui il Bacchiglione a Vicenza e a Padova, l’Alpone e il Trampigna nel Veronese, il Frassine ancora in provincia di Padova. E’ stato ritrovato e sta bene il 50enne disperso di Cresole di Caldogno, nel vicentino, uno dei paesi più devastati dal maltempo.

Vicenza (Photo Andrea Serventi - La Repubblica)
Vicenza (Photo Andrea Serventi - La Repubblica)

Proprio a Vicenza oggi le scuole sono rimaste chiuse, secondo quanto deciso dal Comune e dalla Provincia di Vicenza, dopo un consulto con la Prefettura. Il sindaco del capoluogo, Achille Variati, ha invitato i cittadini a non usare l’auto, mentre questa mattina è arrivato sul posto il responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso, secondo il quale la situazione sarebbe grave, ma la risposta sarebbe stata ottima.

Secondo quanto riferisce il Gazzettino, migliaia di persone sono state costrette a fuggire o a rifugiarsi sui tetti in attesa dei vigili del fuoco a causa dell’acqua che ha invaso strade e case: sarebbero almeno duemila le persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni durante la notte.

Frane sono cadute anche nel bellunese: a Canale d’Agordo, sulla strada per Falcade, sulla strada della Valle del Mis e a Lamosano, gli smottamenti hanno causato la chiusura parziale o totale delle strade. Problemi alla circolazioni dovuti alla caduta di sassi e fango si sono avuti anche sulla provinciale della Sinistra Piave, sulla provinciale che sale a Quero e sulla statale Feltrina.

In Friuli Venezia Giulia, l’alta Valcellina è rimasta isolata dal versante pordenonese per la tracimazione del torrente Varma nel territorio del Comune di Barcis.

Situazione difficile anche in Trentino, dove sono stati oltre un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco. A preoccupare è soprattutto il fiume Brenta che è straripato in alcuni tratti in Valsugana. Nelle scorse ore si sono registrano esondazioni nelle campagne, fortunatamente non vicino i centri abitati.

Tutti i corsi d’acqua hanno comunque raggiunto livelli molto elevati e frane e allagamenti stanno interessando tutto il Trentino, a causa delle piogge intense cadute negli ultimi 2 giorni. A causa della caduta di sassi la circolazione è rallentata o chiusa su diverse strade.

Si viaggia a senso alternato tra Riva del Garda e Torbole, all’altezza delle gallerie, sono state chiuse la provinciale 34 del Lisano per due smottamenti, la provinciale 14 di Tovel a partire da Tuenno, e il passo del Manghen pochi chilometri sopra Molina. Chiuse anche la provinciale 222 del Duron in corrispondenza del Rio Ridever, dove un ponte ha ceduto, e la statale 46 al Pian delle Fugazze in direzione Vicenza.

In alta quota la neve fresca ha portato il pericolo valanghe a livello 3, soprattutto sopra i 2.200 metri di altezza. Il pericolo marcato, interessa in particolare il gruppo dell’Adamello-Presanella, il Cevedale, il Brenta, la Marmolada e il Lagorai.

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Un commento

  1. Buongiorno,
    e il monitoraggio? e la prevenzione? e le attrezzature? ed i volontari? mi occupo di questo settore da tempo e purtroppo questo tipo di problemi è continuo ma non c’è grande interesse per sistemi di prevenzione soprattutto per esondazioni ed alluvioni, per esempio, esistono varie di barriere antinondazione mobili, di cui alcune già utilizzate, anche durante eventi alluvionali e non solo in esercitazioni ma quanti li conoscono? e quante Protezioni Civili li hanno in dotazione?
    http://www.youtube.com/watch?v=dSJScEraR80
    http://www.youtube.com/watch?v=fCu6GZxmmZE
    http://bigbag.palovit.it
    http://www.noaq.com
    http://www.rischioesondazione.it
    Saluti

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