AlpinismoAlta quota

Baschi pronti a tentare l'Hornbein Couloir

Carlos Arrieta e Alberto Zerain (Photo www.albertozerain)
Carlos Arrieta e Alberto Zerain (Photo www.albertozerain)

LHASA, Tibet – “Abbiamo controllato la via e ci sembra migliore di quanto ci aspettassimo. Se la prossima luna piena splenderà in un cielo limpido potremmo partire per il tentativo di vetta”. Queste le parole di Alberto Zerain, che, insieme al compagno Carlos Arrieta, nelle prossime ore potrebbe attaccare la cima dell’Everest nord dalla via dei giapponesi che sale diretta attraverso il temuto Hornbein Couloir. Gli italiani intanto sono rimasti con un uomo in meno: Gianluca Marra infatti, dopo un principio di edema celebrale, sta rientrando ora a Kathmandu.

L’alpinista basco si trova al campo base dell’Everest ormai da circa un mese, si sente quindi pronto e acclimatato a tentare la salita fino agli 8.848 metri della vetta. L’intenzione di Zerain e del compagno di scalata Carlos Arrieta, con cui si è unito solo di recente rinunciando quindi al proposito iniziale di una solitaria, è quella di provare la scalata tra oggi o domani, tempo permettendo.

“Dovremmo salire per il tentativo di vetta e bivaccare a 7900 metri di quota – dice Zerain secondo quanto riferisce Explorersweb – , nella parte bassa del couloir. Da lì in poi vedremo come andrà”.

Per ora però sull’Everest il tempo non è ancora favorevole. Secondo quanto riferisce lo stesso alpinista basco sul blog della spedizione, fino a ieri sera soffiavano venti di bufera e secondo le previsioni il meteo non dovrebbe migliorare prima di giovedì.

Fermi al base anche le guide di Courmayeur Edmond Joyeusaz e Francesco Civra Dano che nel frattempo hanno dovuto rinunciare al compagno di spedizione Gianluca Marra. Il team valdostano, che ha l’ambizioso progetto di salire dall’Hornbein Couloir in stile alpino e tentare la discesa con gli sci, nei giorni scorsi è salito di quota oltre i 6600 metri per continuare l’acclimatamento.

Durante la permanenza in quota però il 27enne aspirante guida alpina ha iniziato a sentirsi male, dimostrando i sintomi di un edema celebrale. I suoi due compagni gli hanno immediatamente dato alcune medicine e l’hanno aiutato a scendere al campo base avanzato. Da lì poi hanno raggiunto il base e stamattina Marra è stato accompagnato dall’aiuto cuoco a Rongbuk e in due giorni sarà a Kathmandu.

L’avventura continua quindi per gli altri due alpinisti italiani, che per ora non fanno pronostici sul tentativo di vetta. Nei prossimi giorni saliranno oltre i 7000 metri per completare l’acclimatamento. “Il 18 e il 19 abbiamo ultimato lo spostamento del C1 ad una quota maggiore vicino ai baschi a quota 6.100 metri – dicono sul sito della spedizione -. In totale abbiamo fatto dodici andata e ritorno carichi come muli, pardon, come Yak, per portare tutto il materiale che i portatori tibetani avevano lasciato sulla morena al limite del ghiacciaio”.

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