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Raffica d'incidenti sulle montagne del Trentino Alto Adige: tre morti

L'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites
L'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites

TRENTO — E’ di tre morti e diversi feriti il bilancio del fine settimana sulle montagne del Trentino Alto Adige. Un escursionista di una trentina d’anni è morto colpito da una scarica di sassi mentre stava raggiungendo la vetta del Monte di Mezzo, in Val Pusteria. E un altro è morto cadendo in un dirupo nella zona del Primiero.

Il primo stava scalando con il fratello ed è precipitato, dopo essere stato colpito dai massi, in un tratto della salita poco lontano dalla vetta a 2.568 metri di quota. Inutili i soccorsi.

L’elicottero di Trentino emergenza è invece intervenuto al Rifugio San Nicolò a Favè di Meida, nella zona di Pozza di Fassa, dove un escursionista ha perso la vita per un malore.

Un altro escursionista è precipitato lungo un dirupo per una decina di metri sul sentiero presso il bivacco Minanzio a Tonadico, nel Primiero. E’ stato recuperato dall’elicottero Aiut Alpin Dolomites e trasferito in gravi condizioni all’ospedale Feltre.

La dinamica è identica a quella di un ulteriore incidente avvenuto nella zona di cima d’Ambiez, nelle Dolomiti di Brenta. L’escursionista è stato recuperato dall’elicottero di Trentino emergenza e trasferito in gravi condizioni all’ospedale S.Chiara di Trento

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35 Commenti

  1. Alla luce di queste gravi disgrazie sorge la domanda: “Vale la pena rischiare e mettere a repentaglio la propria vita per raggiungere la cima di un grosso sasso?”
    Penso che sia semplicemente assurdo il rischiare. Evitare sempre ogni genere di pericolo ed evitare situazioni pericolose – ecco ciò che è saggio!

  2. Se dovessimo evitare sempre ogni genere di pericolo ed evitare situazioni pericolose dovremmo starcene tutti a casa fermi immobili perchè il rischio è presente ovunque.
    Se poi la montagna viene vista come un grosso sasso, beh allora inutile commentare…

  3. Rischiamo la vita tutti i giorni, per la strada, al lavoro, in casa. Chi, come dici tu, non ha mai raggiunto la cima di un grosso sasso, non sa cosa significhi farlo, non sa cosa significhi andare per monti, porsi dei limiti e spesso andare oltre. Ti consiglio di andare a passare le tue vacanze in spiaggia, e spera non arrivi uno tsunami!

  4. Scusa Vinicio….. ma non ho resisitito….. Allora da oggi non vado più a lavorare perchè per farlo devo prendere la A4 ed è notorio che è una delle autostrade più pericolose del nord Italia

  5. La montagna è una grande passione ed è pericolosa per natura. A volte è l’inesperienza e la mancanza di prudenza che provocano incidenti, altre volte semplice sfortuna. Evitare ogni genere di pericolo e situazioni pericolose significherebbe evitare di fare alpinismo…. E chi dice che sia saggio?

  6. bisogna comprendere che la natura è tanto più grande di noi da contenerci. e si lascia amare solo a condizione di rispettare la sua grandezza. grandezza che è anche dentro noi stessi. andando per monti ho presto compreso che si è sicuri quando non si fanno paragoni: ci sarà sempre qualcuno che sale più in alto di te. ma non questo non significa che la tua salita, anche la più stupida, sia meno importante. puoi salire sulla cima della montagna più alta, ma se lo fai con le motivazioni sbagliate non hai capito nulla. eliminare i confronti. vivere le esperienze solo per se stessi. non serve altro per tornare a casa soddisfatti, sereni e in grande sicurezza. se non vuoi dimostrare nulla, nemmeno a te stesso, ma vivere intensamente, allora andrai sempre lontano.

  7. ..uno che considera la montagna solo un ‘grosso sasso’ cosa ci fà sù questo sito, non è che ci stia prendendo in giro tutti,compreso chi è morto per la propria passione?

  8. Vinicio, si legge, non é mai stato in montagna. Chi le giudica un grosso sasso non sa di cosa parla, e certi commenti é meglio ignorarli.
    Condivido con beppe e massimo zanetti, il rischio é ovnque, appena fuori casa, ma anche dentro. é che un incidente stradale con 2-3 morti non fa più notizia. Forse quello che in montagna a volta manca, é il rispetto della natura, non sempre si vuole accettare che é più grande di noi……… e ai più grandi bisogna portare rispetto.

  9. Gentile Vinicio, spero la sua fosse solo una provocazione, perchè in caso contrario purtroppo anche lei ha diritto di voto e chissà che disastri con idee del genere. Saluti.

  10. Vinicio, se passi la tua vita ad evitare tutto ciò che di magnifico ti circonda per la paura di farti male o peggio ancora di morire, significa che dentro sei già morto. Mi dispiace per i tre ragazzi, ma stavano facendo ciò che davvero li appassionava. La montagna non è una passione comprensibile per tutti e sono contenta che sia così, che di fiere nei rifugi ce ne sono anche troppe.

  11. Io penso che non valga assolutamente la pena di mettere a repentaglio la propria vita per raggiungere la cima di un grosso sasso!

  12. tutti oggi scalano,arrampicano,fanno le ferrate con grande disinvoltura e incoscienza,gente che affanna anche a fare le scale di casa,magari con scarpette da tennis consumate e senza sapere cos’è un bastoncino che ti può salvare la vita dandoti equilibrio,credo che sia come buttarsi in mare senza saper nuotare e senza salvagente,non si può guidare un’auto senza freni o con le gomme lisce,rischi troppo.Io personalmente credo di aver prevenuto possibili incidenti in montagna sconsigliando di andare in sentieri non adatti a persone che procedevano come fossero in casa loro. I montanari andavano anche scalzi in estate,ma non vivevano nelle città,bensì in montagna.

  13. Gentile Dudu, ma se una passione è pericolosa e può mettere a repentaglio la propria vita, forse non è meglio cambiare passione con una passione più sicura?
    E poi se i monti non sono sassi che sosa sono? Scaricano sassi e non cioccolatini!

  14. Anche le guide alpine muoiono in montagna. Eppure sono esperti…spesso non è altro che sfortuna, altre volte è colpa dell’inesperienza. Ognuno decide di vivere e morire dove e quando vuole, non sta certo a noi giudicare se è meglio morire scalando una montagna o tra le lamiere della macchina mentre si va al lavoro. Comunque ribadisco che se la montagna è vista come un grosso sasso, credo anch’io che non valga la pena morire per salirci sopra, ma se è vista con gli occhi dell’alpinista sognatore e vissuta con l’anima vale sempre la pena tentare…non tutti possono capire. Per chi non capisce resta sempre a disposizione il divano…

  15. Credo che si stia facendo un pò di confusione tra compiere escursioni ed arrampicare su roccia; solitamente l’escursionismo/trekking è esente da particolari pericoli che si possono incontrare lungo il percorso ed è sufficiente una buona preparazione fisica ed una discreta concentrazione. Ovviamente è importante osservare le condizioni metereologiche e che l’itinerario sia alla portata di colui che sceglie il percorso….altra cosa è scalare, arrampicare su roccia o sul misto roccia/ghiaccio. In questo caso entriamo in una dimensione diversa e più complessa ed è necessaria la conoscenza della tecnica e l’utilizzo della corda, chiodi, etc. Il rischio è direttamente proporzionato al grado di difficoltà che si presenta all’alpinista e con esso aumenta purtroppo la possibilità di non farcela e la conseguente inevitabile disgrazia. Comunque ritengo che la gioia, l’emozione, la ricerca della contemplazione, il tentativo di raggiungere il satori, l’intima fusione con la natura in un tutt’uno di grande spiritualità sia raggiungibile sia con la semplice escursione sia con la difficile arrampicata, anche se è probabile che in particolari condizioni estreme, l’alpinista può raggiungere l’elevazione mistica del nirvana che pare sia l’esperienza più grande in assoluto che un essere umano possa avere la gioia di vivere.

  16. L’amore per quei ‘grossi sassi’ è come l’amore per una bella donna (o uomo),molto spesso non si sceglie, ti prende e basta,sai che può anche far male ma decidi di viverlo comunque e i giudizi di chi non capisce lasciano il tempo che trovano..e questo per conto mio vale sia per chi sulle montagne ci và solo per camminare sia per chi ci và per arrampicare.Una grande passione non si sceglie e non si giudica,si vive e basta.

  17. Penso che lascino il tempo che trovano solamente i giudizi di colui che sia imbevuto di “antromorfismo”.
    La montagna è solamente materia inanimata.

  18. Chiedo cortesemente alla Signora Paola che cosa significa “antromorfismo” visto che tale parola è priva di significato in quanto non esiste nella lingua italiana….se soleva indicare il termine “antropomorfismo” in relazione alla lettera del Signor Dudu, mi pare evidente che lo stesso si è espresso con una metafora……che poi la montagna sia solamente materia inanimata credo lo sappiano persino i “sassi”……le radici dell’essere umano sono intimamente legate alla natura ed Egli si relaziona con essa attraverso la propria mente ed il proprio corpo in un’intima fusione spirituale e poetica. Colui che non prova e non sente dentro di se questa sublime esperienza a contatto con la natura è solamente una persona arida e priva di sentimenti.

  19. Antropomorfismo, metafisica …. ma sulla vetta cosa troviamo?
    Nulla, nient’altro che nulla. Al massimo potremo gustarci il panorama durante una buona giornata di sole.
    Un panorama non vale una vita.

  20. Paola, ti stai infilando in un vicolo senza uscita. Non esiste una spiegazione logica e razionale ad ogni comportamento umano, perchè “grazie a Dio” siamo fatti anche di altro. Forse sei tu che non riesci a vivere/accettare questa parte di te ed ogni cosa che ti fa paura la eviti e ti blocca?! Dovresti a mio avviso considerare che dietro il muro della paura e del rischio possono esserci emozioni, sensazioni ed esperienze di vita che non si possono trovare altrove. E’ un discorso che va ben oltre la montagna. Concludo considerando che il rischio (anche di vita) è una cosa assolutamente normale in natura sul nostro pianeta. E’ recentissima l’ambizione di noi uomini di addomesticare tutto ciò che ci sta attorno sino a renderlo la caricatura di ciò che era. Peccato che in questo modo si perda l’autenticità di un rapporto con un mondo in cui viviamo ma di cui NON siamo i padroni. Fortunatamente ci sono ancora esseri umani che hanno bisogno riscoprire e vivere esperienze altrimenti perdute. Ciao e buona montagna a tutti.

  21. Scusate vado in montagna da quando son nato, tanti anni fa, e non sapevo di fare cose così strane “antropomorfismo, metafisica……” Io credevo che bastasse dire: vado in montagna perchè mi piace; perchè non so stare lontano da loro. Poi se dopo una bella salita (sentiero, ferrata o via) arrivato in vetta posso godermi un bel panorama bè cosa posso voler di più dalla mia vita….. chiedo solo che chi non condivide la nostra passione si limiti a dissentire ma che poi ci lasci “andere per le nostre montagne”

  22. Non sò cosa significhi ‘antropomorfismo’ e sinceramente non mi interessa neanche saperlo, io sò che la passione per i ‘grossi sassi’ mi ha dato tanto e continua ad arricchirmi come uomo, il grande Lionel Terray definiva gli alpinisti ‘I conquistatori dell’inutile..’ e mi ci ritovo in questa definizione, per fortuna posso decidere da solo come spendere la mia vita e la vivo a modo mio,e per fortuna non ho una mente così arida da sentirmi in dovere di rendere tutto razionale. Ciao a tutti e buone escursioni.

  23. La montagna è uno spettacolo mozzafiato, inutile dirlo, come è inutile dire che chi va in montagna spesso corre dei pericoli. Ovviamente coloro che vogliono andare oltre i limiti, come gli scalatori, corrono più pericoli di tutti. Io sono una grande amante della montagna, amo andarci ma non fare nulla di pericoloso. Senza la montagna non potrei vivere credo. Ma non solo la montagna lo è: anche il mare è pericoloso. Quando navi affondano, quanti tsumani ci sono, quante persone muoiono annegate. Sia mare che montagna sono pericolosi ma non per questi disastri non bisogna più andare in montagna. Evidentemente, se dopo tutti questi avvenimenti, la gente continua a scalare e a fare queste cose è perchè queste cose fanno parte della loro vita e non possono farne a meno. Sono in grado di rischiare la loro stessa vita pur di viverla, e questo è anche da ammirare in un certo senso. Masochismo? Chissà…

  24. Sulla questione sassi/montagna. Quello che mi preoccupa non è che la montagna sia definita come insieme di sassi. Lo è, senza dubbio.
    La questione essenziale è: che la montagna sia composta da sassi non ha in sè alcuna rilevanza, per noi uomini e le nostre pratiche.
    Il sasso è una realtà che di per sè non ha significato. Noi uomini siamo chiamati a dare un senso e un significato alla realtà; alla realtà dei sassi, così come alla realtà della vita di ogni giorno.
    Dire che la montagna è un insieme di sassi e non contemplare il passaggio al senso e significato è preoccupante.
    Per concludere. Per me il mare è acqua. Ma non mi sognerei di convincere con questa frase persone appassionate di mare.

  25. Leggo: “Il sasso è una realtà che di per sè non ha significato. Noi uomini siamo chiamati a dare un senso e un significato alla realtà; alla realtà dei sassi, così come alla realtà della vita di ogni giorno.”

    Il sasso fa parte della realtà, “è materia” e fa parte del mondo “apparente”: Noi uomini siamo chiamati a dare un senso e un significato alla realtà? E da chi siamo chiamati a dare un senso e un signifiacato?
    Il contemplare il passaggio al senso e significato della “realtà” è pura “metafisica” ovvero il voler falsificare la realtà.
    L’uomo e la montagna sono parte della realtà: Il primo talvolta vive nei propri sogni metafisici ovvero nell’irrealtà, in un mondo “vero” celato dietro un mondo “apparente” – dove il modo “vero” non è altro che “rappresentato” da una “irrealtà”.
    Piuttòsto ha più “senso” cercare di dare un senso e un significato al “surreale”, all’irrreale.

  26. le cose sono segni per un interpretante. ogni interpretante abita un mondo di gesti, pratiche e segni che solo lui può capire, mentre chi è al di fuori di questo “triangolo semiotico”(segno-oggetto-intepretante) non avrà mai chiaro il perche queste cose hanno questo signi-ficato(xke cioe sono segno di qualche cosa).
    un po si risponde alla domanda: come accade che ci siano appigli per delle mani e pareti per degli scalatori?

  27. Vinicio, come emerge anche dal discorso di Davide-Peirce ;), senso e significato non postulano affatto alcuna “metafisica…irrealtà…falsificazione della realtà”… I sassi c’entrano eccome. La materialità è fondamentale. Lo sanno bene le mie ginocchia. Ma per fortuna non esiste solo materialità. O, detto altrimenti, la materialità è intramata in ciò che facciamo.

  28. “il tentativo di raggiungere il satori”, “l’alpinista può raggiungere l’elevazione mistica del nirvana”
    Non è forse questa “metafisica”?
    E “il sentimento della vetta” non è un’altra illusione, non è altra “metafisica”?

  29. io stesso ho “postulato” durante un’ascensione che: “La vetta è sempre Prima e Dopo, mai Durante”

    la realtà esiste per “abita” quella determinata realtà, per chi la incarna con abite e pratiche di vita ad essa legata e che all’interno di essa e per essa di muove.

  30. Davide: “Come accade che ci siano appigli per delle mani e pareti per degli scalatori e il monte Kailash non viene scalato?”

  31. Davide, ma se la realtà esiste per chi “abita” quella determinata realtà, io che non abito in montagna ma in pianura e non vedo le montagne, per me le montagne (che sono realtà) esistono?
    Nei tuoi postulati vi è qualche cosa di poco chiaro ed “evidente”.

  32. Gentile Luca, sono stato frainteso. quando parlo di “abitare” non mi riferisco a chi vive a Macugnaga o in Dolomito, bensì a chi è inscritto in quel mondo, nel mondo della montagna. E lo frequenta, incarnandone pratiche di vita, segni e abiti di comportamento. mi riferisco ovviamente agli alpinisti, siano essi cittadini o meno. É questa l’astrazione del ben piu concreto fatto che uno che scala, quando passa di fianco ad un muretto a secco o in generale a qualcosa di verticale, pensa a come potrebbe salirlo.
    É quello l'”abitare” il mondo, questo mondo, col suo linguaggio e le sue visioni.

    quindi detto questo, le montagne esistono o no per te? per me si, anche se abito a milano.
    saluti

  33. x paola: il monte kailash è ancora inviolato? allora possiamo semplicemente asserire che non è ancora stato scalato. tutto qui. né più né meno.

    ciao

  34. Cercare nei postulati qualcosa di “evidente”?
    E” possibile ciò?
    Il postulato è qualsivoglia affermazione “non dimostrata” e “non evidente” che comunque è presa per vera per poter fondare una dimostrazione oppure un determinato procedimento che si rivelerebbe altrimenti non congruente.

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