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Alpinismo, Alta quota

Manaslu, ritirata per Soria e La Terra

Carlos Soria in discesa dal Manaslu
Carlos Soria in discesa dal Manaslu (www.desnivel.com)

KATHMANDU, Nepal — Nulla di fatto sul Manaslu, 8163 metri. Il maltempo ha costretto la maggior parte delle spedizioni a rientrare in patria a mani vuote. Il primo a lasciare è stato lo spagnolo Carlos Soria, dopo un’epica discesa da campo 3 guidata dal Gps. E pochi giorni fa è stata la volta dell’italiano Simone La Terra, che ha rinunciato dopo il terzo tentativo fallito.

“Ha nevicato 28 dei 30 giorni passati al campo base – ha detto Soria, ormai sulla strada di Kathmandu -. Era impossibile salire in cima. Solo i coreani hanno sfidato il tempo, con i risultati tragici che abbiamo visto tutti. Io ne ho avuto abbastanza dopo la terribile e lenta discesa dai 7.500 metri di campo 3, nel mezzo della bufera, con visibilità zero e l’unico aiuto del Gps”.

Soria se n’è andato dal campo base circa una settimana fa. Alcuni alpinisti, però, hanno voluto restare per fare un ultimo tentativo. Tra questi, Simone La Terra e Pawel Mihalski.

“Abbiamo iniziato la salita il 12 maggio con un meteo non favorevole – racconta La Terra sul suo sito -. Arrivati sotto campo 3, forti raffiche di vento, neve e poca visibilità ci hanno indotto a rinunciare. Abbiamo deciso di ritornare indietro. Ci siamo fermati a  campo 2,  dove non è stato possibile recuperare la tenda. Siamo scesi a campo 1 per  recuperare i rimanenti materiali e finalmente eccoci al campo base. I portatori arriveranno giorno 14. Non ci resta che impacchettare. Ma la montagna sarà sempre qui”.

Nei mesi estivi, La Terra vuole provare il Nanga Parbat di 8125 metri.

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