“Kairos”, nuova via per Simon Gietl sull’insormontabile Ovest della Lavarela de Fora
Simon Gietl racconta la nascita di "Kairos", una nuova via diretta su una "gigantesca fortezza di calcare" in Alta Badia. E lancia la sfida: salirla in giornata senza cadere.
Nei giorni scorsi, una nuova linea ha preso vita tra le cime dolomitiche della Val Badia, sulla parete ovest della Lavarela de Fora (3.034 m), anticima del Piz Lavarela (3.055 m), nel gruppo Conturines-Lavarella. Il suo nome è Kairos, l’ultimo gioiello firmato dall’alpinista e guida alpina altoatesina Simon Gietl. Noto per le sue straordinarie solitarie e le audaci salite invernali, Gietl non smette di stupire anche nella stagione estiva, confermando la sua costante ricerca di linee eleganti, logiche e severe da tracciare sulla roccia delle Dolomiti.
Simon Gietl e la sfida alla gigantesca fortezza di calcare
Il Piz Lavarela (anche noto come Lavarella o La Varela) e la sua anticima Lavarela de Fora affondano etimologicamente le proprie radici in epoca preromana, con rimando a roccia e sassi: nel DNA linguistico della montagna è celata la sua stessa natura. Un’eco ancestrale che si ritrova nella descrizione fornita da Simon Gietl di quella parete ovest che di recente lo ha visto mettersi in gioco per tracciare una nuova via diretta alla vetta: una “gigantesca fortezza, costruita con la pietra calcarea più pregiata” che appare come una “muraglia insormontabile”.
Davanti a una materia rocciosa così pura, aspra e monumentale, l’attrazione è diventata subito irresistibile: “Ero letteralmente ossessionato dall’idea di tentare una via diretta – racconta – e allo stesso tempo sapevo fin da subito che avrei dovuto dare il massimo per avere anche solo una minima possibilità concreta di successo”.
“Kairos”: una via su un muro insormontabile
L’ispirazione per questa nuova linea diretta è nata da un confronto con l’amico Florian Huber, apritore (insieme a Tobias Engl) di Dolasilla, prima storica via tracciata sulla parete ovest del Piz Lavarella.
Come raccontato alla redazione di Planetmountain, Huber aveva fornito all’alpinista altoatesino utili indicazioni sull’avvicinamento, descrivendo la straordinaria qualità della roccia e accennando a una potenziale linea che avrebbe dovuto tagliare la parete proprio nel mezzo. Al contempo, Huber aveva avvisato Simon dell’estrema compattezza della roccia, tale da rendere quasi impossibile il posizionamento dei chiodi: un dettaglio che, anziché scoraggiarlo, ha finito per motivarlo ancora di più a tentare l’impresa.
Fedele allo stile alpinistico puro e tradizionale, Gietl ha affrontato l’apertura dal basso e senza fare uso di spit. Un lavoro di grande pazienza e precisione che lo ha visto impegnato in parete, con il supporto alternato di Davide Prandini, in due prime due giornate, e di Martin Niederkofler in due ulteriori giorni necessari a completare l’opera. Il risultato è una via di 300 metri per otto tiri che porta un nome che rimanda al momento opportuno, all’istante perfetto.
Conclusa l’apertura, per l’alpinista altoatesino la sfida è tutt’altro che terminata. Al momento la via attende ancora la prima salita in libera. “Ora il mio grande obiettivo è salire ‘KAIROS’ in giornata e senza cadere – annuncia Gietl – . Darò il massimo – vediamo come va!”






