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Incidenti in montagna e processi: nasce il perito delle Guide Alpine

Nasce la figura del perito delle Guide Alpine: professionisti formati per supportare i tribunali nella ricostruzione degli incidenti in montagna. Il primo corso partirà a maggio con formazione tecnica e giuridica sviluppata insieme all’Università di Trento.

Quando un incidente in montagna arriva in tribunale, stabilire cosa sia davvero accaduto non è mai semplice. Le condizioni ambientali estreme, la rapidità con cui cambiano neve e meteo, le scelte tecniche compiute durante un’ascensione o una discesa rendono spesso complessa la ricostruzione delle responsabilità. È proprio da questa esigenza che nasce una nuova figura specialistica: il perito delle Guide Alpine.

A promuovere il nuovo percorso formativo è il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, che ha annunciato l’avvio di una specializzazione dedicata ai consulenti tecnici d’ufficio (CTU) e ai periti penali chiamati a occuparsi di incidenti in ambiente montano. Il primo corso partirà il 25 maggio e sarà riservato alle Guide Alpine.

Negli ultimi anni la frequentazione della montagna è profondamente cambiata: aumentano i numeri, si diversificano le attività e cresce l’attenzione su eventuali incidenti dei quali a volte bisogna accertare le responsabilità in sede giudiziaria, spiega il Collegio nel comunicato diffuso il 7 maggio.

Manca un sistema di valutazione tra pari

A sottolineare le criticità dell’attuale sistema è Edy Grange, Guida Alpina valdostana con esperienza internazionale come consulente tecnico. “La principale criticità nei procedimenti giudiziari legati a incidenti in montagna – osserva – è che i consulenti tecnici nominati dai tribunali non sempre possiedono competenze specifiche sull’ambiente alpino. Questo può portare a valutazioni non adeguate o non uniformi, con conseguenze rilevanti sia per l’accertamento delle responsabilità sia per la tutela dei professionisti coinvolti”.

Secondo Grange, il problema nasce anche dall’assenza di un sistema strutturato di valutazione tra pari, già consolidato in altri ambiti professionali come quello medico. “In altri settori sono i professionisti stessi a valutare i colleghi: in montagna questo non accade ancora in modo strutturato” aggiunge.

Alla base della nascita della nuova specializzazione ci sono anche le novità introdotte dalla riforma Cartabia, che ha modificato criteri di iscrizione e requisiti formativi per i consulenti tecnici in ambito giudiziario. Da qui l’esigenza di creare figure capaci di produrre perizie più rigorose, comparabili e credibili.

Il corso

Il corso, sviluppato in collaborazione con l’Università di Trento, unirà formazione tecnica e giuridica. Le Guide Alpine partecipanti approfondiranno temi come responsabilità del consulente tecnico, modalità di redazione di una perizia e linguaggio giuridico, ma anche aspetti concreti legati all’ambiente alpino: incidenti in valanga, gestione del rischio, crolli rocciosi, ghiacciai, seracchi e permafrost.

Una parte della formazione sarà dedicata al confronto con avvocati penalisti, chiamati a spiegare come tradurre una valutazione tecnica in uno strumento utilizzabile all’interno di un processo. Il percorso si concluderà a dicembre con una simulazione completa di perizia e procedimento giudiziario, considerata uno degli elementi più innovativi del progetto.

“Non è solo il numero crescente di incidenti ad aver inciso su questa evoluzione – spiega ancora Grange – è cambiato il modo di frequentare la montagna e sono aumentate le attività, soprattutto invernali. Allo stesso tempo è cambiato anche l’approccio della giustizia, che oggi tende sempre di più a individuare responsabilità precise”.

L’obiettivo finale del progetto è ambizioso: arrivare alla creazione di un elenco nazionale di professionisti qualificati da mettere a disposizione dei tribunali, insieme a linee guida condivise per la valutazione degli incidenti in montagna. Un sistema che, nelle intenzioni del Collegio delle Guide Alpine, dovrebbe garantire maggiore uniformità e preparazione tecnica nelle perizie chiamate a fare luce sugli incidenti in quota.

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