Itinerari

La Serra di Celano, piccola grande montagna d’Abruzzo

Da sempre tra le vette più frequentate d’Abruzzo, la Serra di Celano domina la cittadina omonima e le Gole di Celano. L’itinerario che sale dal versante di Ovindoli è un elementare sentiero in estate, ma richiede d’inverno l’utilizzo della piccozza e dei ramponi

Tra i pendii del Sirente, l’Altopiano delle Rocche e la piana del Fucino si alza una montagna sorprendente. La Serra di Celano, che culmina a 1923 metri di quota, è una piccola montagna se la si confronta con le vette vicine. Ma il suo isolamento, la forma piramidale, l’aerea cresta sommitale e lo straordinario panorama dalla cima la rendono tra le più frequentate della regione. 

Dai primi anni del Novecento, dopo l’apertura della ferrovia che collega Roma con Avezzano e Sulmona, comitive di escursionisti hanno iniziato a raggiungere la Serra dopo essere arrivati in treno alla stazione di Celano. Oggi l’accesso più comodo, dal versante di Ovindoli, rende la camminata breve e non ripida sia in estate, quando si svolge per un facile sentiero, sia d’inverno quando sul crinale della Serra dei Curti, e soprattutto nell’aerea cresta finale, sono necessari la piccozza e i ramponi. 

La parte centrale dell’itinerario permette di osservare verso destra la ripida parete Nord della Serra di Celano, sulla quale, quando il ghiaccio è sufficiente, si svolgono impegnativi itinerari di alpinismo invernale. Dall’altra parte, ci si affaccia sulle impressionanti Gole di Celano, uno dei canyon più spettacolari dell’Appennino, sopra alle quali è facile veder volare l’aquila reale.  

L’itinerario 

Partenza: Ovindoli (AQ), loc. Fontanile dei Curti
Dislivello: + 440 m
Tempo: da 3.15 a 4.45 ore a/r
Difficoltà: WT2 fino alla sella 1833 m, F il tratto finale

Dal Fontanile dei Curti ci si incammina sulla strada sterrata, lasciando in basso a sinistra il rifugio-ristorante La Serra, aperto solamente d’estate, fino a una sella (1550 m) da cui appare la Serra di Celano. Solo fin qui, se la neve è abbondante, è possibile arrivare con le ciaspole ai piedi.
Il vecchio sentiero, dalla sella, scendeva per qualche metro e poi saliva con un lungo tratto a mezza costa. I nuovi segnavia salgono invece a sinistra per un crinale di terra e sassi, e poi obliquano a destra, avvicinandosi al crinale della Serra dei Curti. Un lungo percorso, evidente anche con la neve, porta a una selletta (1833 m, 1.30 ore) da cui ci si affaccia sulle Gole di Celano, il versante meridionale del Sirente e il Fucino.
Oltre questo punto sono quasi sempre necessari la piccozza e i ramponi. Il sentiero estivo risale un ripido canalino, si sposta di qualche metro a sinistra, sbuca in cresta e continua con brevi saliscendi, con scorci spettacolari e vertiginosi sulla parete Nord. Da una selletta, un sentierino sale a una piccola grotta-ricovero e poi alla grande croce della cima (Monte Tino su alcune carte, 1923 m, 0.15 ore), belvedere su Celano, il Fucino e l’imponente massiccio del Velino. 

La discesa, per la stessa via, richiede 1.30 ore fino al Fontanile dei Curti, e altre 0.45 ore, se necessario, da qui alla periferia di Ovindoli. 

Come arrivare

Dal centro di Ovindoli, o dalla grande rotatoria a nord dell’abitato, si segue la strada per la Valle d’Arano fino a un bivio (1376 m) con indicazioni per la Serra di Celano. Verso destra, un’ampia strada asfaltata e poi sterrata sale fino al copioso Fontanile dei Curti (1490 m). Se la strada di accesso è chiusa dalla neve, si deve camminare per 0.45 ore in più. 

Le Gole di Celano

Affacciate sul Fucino, ben visibili dalla A25 Roma-Pescara, facilmente raggiungibili da tutti i capoluoghi abruzzesi e dalla Capitale, le Gole di Celano sono il più facile dei grandi canyon abruzzesi. Sulla Maiella, la Val Serviera e la forra dell’Avello richiedono lunghe e impegnative acrobazie in corda doppia, ancora più difficili sono i canyon del versante teramano del Gran Sasso. Nulla di tutto questo, nella stagione giusta, accade nelle Gole di Celano. Con le loro pareti alte fino a un centinaio di metri e che nella stretta principale si avvicinano fino a pochi metri di distanza, le gole vere e proprie sono il fondo della profonda valle che stacca la Serra di Celano dai monti Etra e della Savina, nel massiccio del Sirente. Il sentiero che segue le Gole, a tratti un po’ scivoloso, è sempre stato frequentato, ma è scomodo e pericoloso (e da qualche anno vietato) d’inverno e al disgelo, quando ci si può limitare ad ammirare le Gole dal posteggio nei pressi di Celano. Secondo le regole attuali, il canyon può essere percorso dal 19 maggio al 31 ottobre, prenotandosi sul sito. E’ obbligatorio indossare un casco da alpinismo.   

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