
Nella stagione invernale il freddo tipico delle vallate alpine può essere mitigato dalla presenza di laghi. Ne è un tipico esempio l’area della Valsugana in Trentino che ospita i laghi di Caldonazzo e di Levico. Uno dei più importanti centri turistici della zona è Levico Terme, affacciata sull’omonimo lago e circondata da grandi catene montuose come il Lagorai.
Tra le molte opportunità che si hanno in questo territorio per gli amanti della montagna invernale, il giro ad anello che permette di effettuare il periplo del monte Panarotta è una delle più interessanti. Questo monte fa parte del gruppo del Lagorai costituendone la cima più rilevante a sud con i suoi 2.002 m. La catena del Lagorai si sviluppa su ben 70 km, che dal Passo Rolle in Primiero arrivano fino a lambire il monte Calisio verso Trento.
A parte alcune località turistiche il Lagorai è un territorio montano ancora poco antropizzato, dove è possibile inoltrarsi in un ambiente naturale poco alterato. Nell’ottobre del 2018 la tempesta atlantica VAIA ha sconvolto queste aree abbattendo milioni di alberi e cambiando la morfologia dei boschi.
Con un’escursione che parte da Vetriolo, sopra Levico Terme, è possibile ammirare i paesaggi invernali che dal Panarotta si aprono in ogni direzione su vallate e vette di quest’area del Trentino.
L’itinerario
Partenza: Vetriolo (TN)
Dislivello: + 470 m
Tempo necessario: 4 ore
Difficoltà: E
Si parte da Vetriolo prendendo la strada forestale verso ovest per 1,3 km, che costeggiando alcune abitazioni e baite si inoltra nella vegetazione. Il sentiero è ampio e sale con pendenza costante i primi 100 metri di dislivello fino ad arrivare ad un tornante verso destra che continua a risalire il versante opposto del Panarotta. Si procede per tornanti verso est con pendenza decisa e costante.
Fino a qualche anno fa ci si sarebbe trovati all’interno di un fitto bosco, ma qui è chiarissimo come VAIA abbia ridisegnato questo luogo. Qualche albero superstite e le moltissime radici a terra attorno al sentiero testimoniano ancora oggi con lucida durezza la potenza distruttrice della tempesta. Dopo 1,7 km a quota 1.720 m la vegetazione scompare e si avanza in linea retta per il chilometro successivo fino a raggiungere gli impianti di risalita del Panarotta a quota 1.800 m.
Oltre gli impianti il percorso attraversa un tratto all’interno del bosco e nei successivi 700 metri raggiunge il punto più alto dell’itinerario, dopo un tratto di decisa salita che porta a quota 1.890 m. In seguito inizia un tratto di discesa costante che per 1,5 km permette di avere una visione panoramica in direzione nord ovest dominata dall’imponente catena delle Dolomiti di Brenta. Si raggiunge la località La Bassa (1.834 m) che è un colle spazioso che collega il Panarotta con la cresta del Fravort (2.347 m).
Si procede verso destra in discesa lungo il versante del Panarotta che affaccia sulla Valsugana e dopo 1 km si arriva a Malga Masi (1.720 m) al centro di una radura. Il percorso procede oltre per un chilometro nel bosco fino ad arrivare ad aprirsi completamente sulla Valsugana con la vegetazione che si dirada. Dopo un altro chilometro e mezzo si raggiunge la Lupa del Lagorai, la bellissima scultura di Marco Martalar alta 6 metri, costruita con il legno di recupero della tempesta VAIA a quota 1.600 metri. L’ultimo tratto sempre in leggera discesa raggiunge prima il punto di lancio con il parapendio davanti ad alcune strutture turistiche per poi raggiungere il punto di partenza.
Da vedere: Arte Sella
Nel comune di Borgo Valsugana in val di Sella si può visitare un luogo che coniuga indissolubilmente arte e natura: Arte Sella. Da oltre 30 anni artisti internazionali hanno creato installazioni artistiche frutto dell’ingegno umano utilizzando prevalentemente materiali naturali. Queste installazioni non sono poste all’interno di un museo come avviene per le normali opere allo scopo di tramandarle immutate, ma sono invece realizzate per evolvere insieme agli altri elementi naturali del paesaggio. Si visita così Arte Sella unendo due esperienze apparentemente ben distinte: un’escursione nella natura seguendo un sentiero e la visita ad un museo d’arte. Quello che viene trasmesso è un messaggio molto efficace ed importante di come uomo e natura possano coesistere in piena armonia.
Come arrivare
Per raggiungere il punto di partenza dell’itinerario si esce dall’autostrada del Brennero al casello Trento Sud dove si imbocca la superstrada della Valsugana che si segue fino a Levico. Si prosegue quindi sulla provinciale che giunge prima a Vetriolo Terme e successivamente a Vetriolo. E’ possibile parcheggiare l’auto nel piccolo borgo, in uno spiazzo tra gli alberi.
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